Un problema che si trascina da anni.Polveri nocive nel Porto di Gaeta.La Procura della Repubblica di Cassino che aspetta per intervenire??????????

Gaeta, maxi trasferimento di pet-coke al porto. I camion perdono materiale fino al deposito di Sessa Aurunca

pet coke

*Operazioni di scarico del pet coke oggi al porto di Gaeta*

Sono iniziate nel primo pomeriggio di oggi, venerdì, le operazioni di trasferimento a bordo di camion, di grosse quantità di Pet-coke dal porto commerciale di Gaeta. Tre benne meccaniche hanno smistato decine di stock del rifiuto combustibile a bordo dei mezzi che si sono poi diretti poi verso il deposito di raccolta Intergroup nel territorio di Sessa Aurunca. Eppure. se nelle operazioni di trasferimento dalla nave ai camion tutto sembra essere filato liscio, senza perciò apparenti dispersioni nell’aria di materiale, qualcosa deve essere accaduto nel trasferimento.

*Un camion fotografato oggi in cui si evince come il livello del pet coke superi i limiti del cassone*

*Un camion fotografato oggi: il livello del pet coke supera i limiti del cassone*

Infatti, i camion che hanno trasferito il pet-coke al centro di raccolta nel casertano, non erano nè del tipo Dumper, che permette un isolamento praticamente ermetico, ma neanche coperti dai teli plastificati come impone il regolamento per la movimentazione delle merci polverulenti emanato con decreto dell’autorità portuale Civitavecchia – Fiumicino – Gaeta numero 8 del 14 gennaio 2013. Regolamento che, fatto proprio anche dal Comune di Gaeta, prevede non solo una chiusura in ogni caso ermetica dei mezzi, ma inoltre, il contenuto non può superare in altezza il limite dei cassoni. Nel caso di specie, come nel maxi trasferimento di oggi, entrambe le prescrizioni, stando alla documentazione fotografica, non sono state rispettate.

 

La Lotta dei Comitati e le testimonianze fotografiche

*Polveri al porto commerciale di Gaeta segnalate dai comitati*

*Polveri al porto commerciale di Gaeta segnalate dai comitati*

Denunce su analoghi fenomeni di trasferimento fuori regolamento sono al centro dell’annosa battaglia che comitati e movimenti stanno portando avanti da tempo contro le presunte irregolarità nel trasferimento, tra le altre cose, proprio del pet-coke. Ultima in ordine di tempo, anche questa corredata da materiale testimoniale fotografico, è stata pubblicata dal Comitato Popolare Contro le polveri del porto di Gaeta, dal Comitato per la tutela del Golfo di Gaeta – Formia e dall’Assemblea Popolare del Golfo di Gaeta – Formia.

*Pet coke nei canali di scolo dell'acqua lungo l'Appia*

*Pet coke nei canali di scolo dell’acqua lungo l’Appia*

Foto che testimoniano non solo il sollevamento di polveri nelle operazioni di trasferimento da nave a camion, ma anche i residui di materiale lungo la strada, verso Formia, e a Sessa Aurunca. Proprio a Sessa, nei pressi dell’area Intergroup ad uso deposito di pet-coke, sono state segnalate, anche qui con foto, la perdita di sostanza lungo tutta l’area, sulla vegetazione circostante e lungo tutta la strada. Evidenti le superfici completamente annerite del manto stradale che in condizioni di pioggia provocano una miscela oleosa che non resta solo lungo la scarreggiata ma finisce anche nei canali di scolo delle acque piovane adiacenti.

 

La feccia del petrolio

*Operazioni di scarico del pet coke al porto di Gaeta*

*Operazioni di scarico del pet coke al porto di Gaeta*

Ma perchè tanta paura per il pet-coke? Va anzitutto detto che il pet-coke si ottiene dalla condensazione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di altra consistenza, spugnosa o compatta. Perciò la risposta è immediatamente evidente nel suo macabro soprannome: la feccia del petrolio. Questo perchè tale materiale è lo scarto dell’oro nero e sulla sua composizione non lascia tranquilla nemmeno la valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo riconosce come cancerogeno in virtù di benzopirene e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. Per questo motivo la sua movimentazione deve seguire le disposizioni del decreto ministeriale del 1997 in materia di trasporto delle sostanze pericolose, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Comunità Europea. Pericolose non solo per la pubblica incolumità ma anche per l’ambiente. Va detto che dopo la decisione dei porti di Napoli e Salerno di bandire la movimentazione di pet-coke dai propri hub, Gaeta resta uno dei punti di maggiore smercio di pet-coke del centro Italia.

Il caso Gela

Nel 2002 la Procura di Gela sequestrò il pet- coke della locale centrale in quanto la movimentazione e il deposito del materiale non erano conformi alle disposizioni del decreto Ronchi con il quale si indicava la corretta gestione di questo materiale allora ancora annoverato nella categoria dei rifiuti speciali. Il sequestro gettò però nello sconforto la popolazione che beneficiava grazie alla centrale di un alto tasso di occupazione. Così, sull’onda emotiva della protesta, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riclassificò, dopo appena un mese dal sequestro, il pet-coke da rifiuto speciale a combustibile in modo da permetterne l’immediato dissequestro.

L’Ismec dopo il caso Gela
Tuttavia secondo i dati dell’Indagine siciliana sulle malformazioni congenite (Ismac), “informazioni relative ai nati con malformazioni congenite, vivi o morti, residenti nel Comune di Gela dal 1991 al 2002, sono stati rilevati 520 casi malformati su 13.060 nati, vivi e morti, con una prevalenza generale alla nascita pari a 398/10.000 nati, circa 2 volte significativamente superiore a quella riportata dal registro siciliano (182/10.000) e dai registri italiani (205/10.000). La distribuzione annuale è risultata significativamente eterogenea per il totale dei casi malformati, per le malformazioni cardiovascolari, degli arti e per l’ipospadia. Significativamente superiori ai riferimenti sono emersi per i difetti del sistema nervoso, cardiovascolare, urinario, digerente, dei tegumenti e per il totale dei malformati. I rapporti tra osservati e attesi hanno valori compresi tra 1,5 e 6,0 rispetto ai riferimenti ISMAC e tra 1,3 e 3,4 rispetto ai registri italiani. Tra le malformazioni specifiche sono stati osservati eccessi statisticamente significativi rispetto ai dati di confronto per i difetti del tubo neurale, la microcefalia, l’ipospadia, l’idronefrosi e l’ernia diaframmatica. La prevalenza alla nascita di ipospadie di 56,7/10.000 è risultata significativamente superiore ai riferimenti di oltre 2,5 volte. La prevalenza alla nascita di ipospadie è risultata tra le più elevate mai riportate in letteratura. Una scarsa specificità di rilevazione (falsi positivi) potrebbe spiegare il rilevante aumento di nati con diagnosi di microcefalia. I risultati ottenuti rafforzano l’ipotesi di un ruolo causale di fattori di rischio presenti nell’area di Gela nell’eziologia di malformazioni congenite e indirizzano verso azioni per comprendere le cause degli eccessi osservati, per rafforzare l’attività di registrazione e per costruire un sistema di monitoraggio territoriale su ambiente e salute in grado di sorvegliare patologie sensibili in aree a riconosciuto rischio ambientale”.

Usa e Giordania
Anche l’Osha, ente statunitense per la sicurezza sul lavoro, ha imposto un limite massimo di esposizione al pet-cock, che in ogni caso non va superato in quanto è alta la probabilità che causi danni permanenti o la morte. Motivazioni analoghe hanno portato la Giordania a bandire completamente l’utilizzo del pet-coke tra i confini nazionali.

*Ancora pet coke lungo l'Appia*

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