Un problema attualissimo: Itri devastata dalla cementificazione.E’ stato controllato se dietro ci sia o meno la camorra?

OCCORRE UN INTERVENTO FORTE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LATINA SUL FRONTE DELL’ABUSIVISMO EDILIZIO AD ITRI, UN FENOMENO GRAVISSIMO DIETRO IL QUALE POTREBBE ESSERCI LA MANO DELLA CAMORRA

La mano della camorra su Itri?

Non spetta a noi rispondere a questa domanda.

Certo è, però, che ci sono molte presenze ed attività sospette.

Troppa “napoletanità”, direbbe la Bernardini dei radicali.

Con questo, tanto per citare Giorgio Bocca, non vogliamo assimilare Napoli alla camorra perché c’è Napoli e Napoli, la Napoli di gente perbene e quella della camorra.

E, poi, non tutto va classificato come “Napoli” in quanto può darsi che si tratti di Casal di Principe, Casapesenna, di Somma Vesuviana, Giuliano, Frattamaggiore, di Caserta ecc. ecc.

E di Itri stessa!

E, sì, perché è invalsa l’abitudine di guardare sempre la pagliuzza nell’occhio altrui trascurando di osservare la trave in quello proprio.

Qui cominciano le note dolenti.

Per anni si è consentito di fare e strafare.

Per anni si è girata la faccia dall’altra parte.

Per anni si sono approvati strumenti, varianti urbanistiche, che hanno consentito a certa gente di realizzare lottizzazioni e quant’altro.

Per anni si è stati tolleranti, troppo tolleranti.

Per anni, forse, qualcuno ha fatto affari insieme.

Forse.

Qualcuno ha tentato di protestare, di fare qualcosa per frenare una deriva che ha portato al saccheggio di uno dei territori più suggestivi del Lazio.

Si è arrivati- si dice – perfino alle minacce nei confronti di chi ha tentato di… resistere.

Itri ha avuto uno sviluppo edilizio sproporzionato rispetto al suo numero di abitanti ed anche rispetto alle previsioni.

Una logica rapinatoria del territorio che fa a cazzotti con una politica di utilizzo razionale del suolo.

Siamo alle solite: una politica non finalizzata al bene comune.

All’interesse generale.

Non vogliamo accusare tutto e tutti.

C’è stato chi ha avvertito la pericolosità di certi fenomeni ed ha tentato di fare qualcosa.

Forse non ha saputo imboccare le strade giuste, non ha saputo raccordarsi con i canali giusti.

O ha avuto paura di condurre la battaglia fino in fondo.

Itri è vicinissima a Gaeta, a Formia, a Sperlonga ed a Fondi, 6-7 chilometri da ognuno di questi centri.

E’, quindi, inevitabile che “chi” è interessato a certe attività in uno di questi comuni non pensi, prima o poi, anche agli altri.

L’occupazione del territorio è avvenuta grado a grado negli anni da parte di gente estranea ad esso.

Prima con il commercio, poi nel settore dell’edilizia.

Si è controllato?

Si è monitorato?

Si è segnalato???

Si è intervenuti???

Noi sappiamo che ci sono state anche delle interrogazioni parlamentari su fatti molto gravi, rimaste, come spesso accade, senza risposta alcuna e, probabilmente, senza i dovuti accertamenti sulla veridicità delle cose in esse denunciate.

L’altra sera un cittadino di Itri ci ha telefonato per denunciare la realizzazione di una significativa opera abusiva nel centro storico.

Non sappiamo se Vigili Urbani e Carabinieri di Itri abbiano informato la Procura di Latina.

Verificheremo.

Abbiamo consigliato a quel cittadino di richiedere anche l’intervento del Commissariato della Polizia di Stato di Formia.

Ma il problema è un altro e riguarda il clima di impunità che sembra consolidarsi sempre di più.

E stiamo parlando di gente locale.

Di cittadini di Itri e non di comuni della Campania.

Ecco perché ha ragione Giorgio Bocca quando dice che “Napoli siamo noi”

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