Un Paese in preda alla corruzione ed alla mafie. Per colpa di un popolo la cui maggioranza resta inerte

L’ITALIA E’ ORMAI UN PAESE CHE AFFOGA NELLA CORRUZIONE E NELL’ILLEGALITA’

Nell’indifferenza quasi generale di un popolo la cui maggioranza ha perso perfino la capacità di indignarsi. L’assuefazione al male. Meglio, al malaffare. E’ quello che ti fa più arrabbiare e ti fa quasi perdere la speranza di un cambiamento. In meglio, ovviamente. E quando denunci, gridi, preghi, supplichi, inviti ad un sussulto di dignità e di orgoglio e ti vedi, al massimo, rispondere con un “condivido” da gente che continua a restare, inerte ed alla finestra, senza scendere in campo a combattere insieme a te, allora ti cadono le braccia e ti viene da esclamare: ” è tutto finito!”. La frase storica che pronunciò, disperato, Nonno Nino davanti alla salma devastata di Borsellino.
Per, poi, correggersi, per non seminare sfiducia. Ma è possibile continuare ad assistere, senza avvertire un senso di colpa, allo spettacolo che vede ormai solamente la magistratura e le forze dell’ordine impegnate a combattere il malaffare e le mafie? E’ possibile continuare ad illudersi che esse possano essere all’infinito in grado, da sole e senza l’aiuto della società civile, di vincere la guerra contro un oceano di melma che sta sommergendo – se non l’ha già sommerso – il Paese? Ma come si può pensare che, senza una denuncia, senza una segnalazione, senza anche una confidenza, esse possano venire a conoscenza di tutto quanto ogni minuto avviene in ogni angolo di un Paese sommerso dal malaffare e dalle mafie? Mafie che stanno ormai dentro i Palazzi. Per colpa della stragrande maggioranza -cominciamolo a gridare – di un popolo che così ha voluto e che così, a quanto sta apparendo, continua a volere.

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