Un interessante dibattito a Pastena. Sono state pronunciate “parole pesanti”.

PAROLE PESANTI

Lino Diana: “ sono tutti ladri ed è una pratica diffusa barare sui rimborsi e utilizzare le cene per  barattare i favori con il voto”                                                                                                                                                    Antonello Iannarilli,  ” non si salva nessuno rubano tutti”

per uscire dalla crisi occorre una nuova stagione etica

Si è tenuto nella casa Manfredi nel cuore antico della cittadella di Pastena, un interessante dibattito sul breve percorso della prima Repubblica nata saldamente sui principi della Costituzione e finita malamente con tangentopoli e le stragi mafiose del 1992. Hanno partecipato, Lino Diana, Biagio Cacciola, Orlando Cervoni,  interlocutori che hanno percorso tragitti diversi e che hanno avuto esperienze, incarichi e ideologie differenti.  Sono emerse analisi depurate dal radicalismo delle ideologie del secolo scorso, e anche chi ha conosciuto la militanza sia dell’estrema destra che della sinistra oggi sottolinea l’enorme crisi dei partiti, il distacco esistente tra la gente e gli uomini delle istituzioni e la difficoltà a formulare alcune proposte che possano risolvere la profonda crisi economica che sta togliendo lavoro e futuro ai giovani e a tante famiglie che non riescono ormai a soddisfare i bisogni primari.

Sull’origine del disastro italiano le cause sono diverse, una legge elettorale che blinda la casta e tutela i gruppi di potere, ma pare che sia la stessa adottata nella regione Toscana e in Germania, il numero eccessivo dei parlamentari, ma altrove ci sono  situazioni  simili ma tuttavia con comportamenti più virtuosi e trasparenti, la crisi del sistema finanziario americano, il governo Berlusconi. Insomma come era facile prevedere il discorso partendo da analisi sociologiche che analizzava la rivoluzione digitale che ha praticamente sovvertito la trasmissione delle notizie e la stessa comunicazione tra i giovani, passando attraverso gli anni del boom economico che hanno permesso l’allargamento dei diritti a tutti i ceti, l’alfabetizzazione di massa, la tutela della salute, l’espansione dell’occupazione, la creazione di un sistema pensionistico e l’acquisizione e la salvaguardia dei beni immobiliari e in sostanza l’abbattimento delle classi sociali si è arrivati ai tempi nostri. Tempi ingloriosi che hanno visto la disgregazione e la sparizione di alcuni  partiti tradizionali e la nascita e l’affermazione di esperienze politiche diverse alcune delle quali oggi rischiano di subire la stessa sorte degli altri partiti.

Il grillismo, come fenomeno emergente e rivoluzionario, stava sullo sfondo di tutti i ragionamenti, sia perché per alcuni è l’ovvia risposta di chi è rimasto deluso dalla politica e forse l’unica alternativa all’astensione, per altri una minaccia alla stabilità del paese in quanto la protesta appare priva della proposta, per chiunque  rappresenta tuttavia un movimento con il quale bisognerà fare i conti dalla prossima primavera.

Per concludere questo breve rendiconto riporto alcune riflessioni riguardo all’etica che da tutti viene considerata la grande assente dalla scena politica, etica e moralità  che secondo quanto ormai sancito da tutti gli studi rappresentano l’elemento fondamentale del declino e del degrado della vita politica nazionale e locale. Corruzione, clientelismo e mafia, una triade micidiale che potrà essere isolata  e sradicata dalla società soltanto da una politica sana e responsabile, corruzione clientelismo e mafia che minano la stessa economia, fanno saltare le regole del mercato, inquinano gli appalti e mettono in fuga gli investitori stranieri.  Le notizie riguardanti la crisi del settore industriale di tutta la Valle del Sacco e contemporaneamente le classifiche internazionali che spingono l’Italia verso le posizioni di bassa classifica non sono un buon viatico per il futuro .

Sono rimasto tuttavia sbalordito dalle affermazioni dell’ex senatore Lino Diana, che con naturalezza ha detto che ormai sono tutti ladri e che è una pratica diffusa barare sui rimborsi e utilizzare le cene per  barattare i favori con il voto. Parole  pesanti che mi hanno fatto ricordare quelle dell’on.le Antonello Iannarilli, quando qualche mese prima del caso Fiorito, attorno ad un tavolo parlando del suo partito ed in generale del Parlamento disse che ” non si salva nessuno rubano tutti”

Frasi che devono lasciare il segno, perché  al bar possono passare inosservate ma  se vengono riferite da uomini che hanno frequentato o stanno ancora all’interno delle istituzioni esse hanno tutto un altro significato e non devono essere lasciate cadere nel vuoto. Bisognerà ricordarle, anche nella prossima campagna elettorale.

Archivi