Un importante incontro-confronto fra noi e gli amici di Libera promosso a Terracina dai dirigenti della Federazione della Sinistra sulle tattiche da adottare nell’azione contro le mafie

MENO MALE CHE QUALCUNO A LIVELLO POLITICO E FUORI DALLE CAMPAGNE ELETTORALI ANCORA PARLA DI MAFIE IN PROVINCIA DI LATINA

Ancora c’è qualcuno, grazie a Dio, che parla di mafie in provincia di Latina.

E di strategie e tattiche per combatterle.

Fuori dalle campagne elettorali!

Sabato 30 luglio, durante un incontro promosso a Terracina dalla Federazione della Sinistra cui siamo stati invitati insieme agli amici di Libera, c’è stato un cordiale confronto fra le due Associazioni, Caponnetto e Libera, sulle tattiche da adottare nell’azione di contrasto delle mafie in provincia.

Strategia comune, la lotta contro le mafie, con metodologie un tantino diverse.

Libera privilegia il discorso della diffusione della cultura della legalità, noi quello della denuncia di fatti e comportamenti specifici, nomi e cognomi.

Marciare divisi per colpire insieme.

Noi siamo d’accordo con Libera quando sostiene che bisogna informare e formare i giovani, i cittadini, ma riteniamo che, stante la gravità della situazione che vede le mafie giornalmente occupare i territori per diventarne padrone, non si può aspettare che i ragazzi si formino ad una nuova coscienza politica e civile.

Bisogna intervenire subito.

Per evitare che mentre i medici discutono, l’ammalato muore.

O che mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata.

Comunque c’è da riconoscere ed apprezzare che Libera assolve ad un compito importantissimo e vitale, quello della formazione della gente e non solo.

A Libera va riconosciuto il merito di aver contribuito e di contribuire alla formazione di tante leggi in materia di contrasto alle mafie.

Come pure quello di dare un segnale forte alle società civile nella gestione di beni confiscati alle mafie.

Meriti eccezionali, unici, tutti e solo di Libera, un’associazione delle associazioni che noi stimiano e con la quale ci teniamo a collaborare.

Perché, oltretutto, se non si fa rete con tutte quelle consorelle che, pur con diverse tattiche, combattono per lo stesso fine, contro le mafie, rischiamo tutti di fare un buco nell’oceano.

Questo vale per tutti, nell’intero Paese.

Non possiamo, per concludere, non ringraziare i dirigenti della FDS di Terracina per aver organizzato questo incontro-confronto che è servito, peraltro, a informare e sensibilizzare ancor più di quanto non lo siano tutti i presenti.

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