Un corpo ormai cadavere, che ha perso, quindi, anche la capacità di reagire all’agonia: la provincia di Latina, dove restano impuniti mandanti ed esecutori degli attentati persino alle forze dell’ordine

IMPUNITI GLI AUTORI DEGLI ATTENTATI A FONDI E MONTE SAN BIAGIO AD OPERATORI DELLE FORZE DELL’ORDINE: UN SEGNALE INQUIETANTE!

Il fatto che responsabili e mandanti dei numerosi attentati eseguiti ai danni di rappresentanti delle forze dell’ordine a Monte San Biagio ed a Fondi non siano stati individuati e siano rimasti impuniti è un segnale oltremodo inquietante.

Inquietante per due motivi:

1) per un’opinione pubblica già alquanto avvezza all’omertà ed al silenzio;

2) perché dimostra la scarsa efficienza-non diciamo incapacità -, di certi comandi locali.

I rispettivi comandanti meriterebbero un’immediata rimozione dagli incarichi ricoperti ed il trasferimento ad altra sede.

Alla sfida allo Stato da parte della criminalità organizzata e comune non c’è stata alcuna risposta.

Comportamento gravissimo che la dice lunga sulla capacità delle forze in campo di contrastare illegalità e criminalità in una provincia, qual’è quella di Latina, dove le mafie, militare, economica e poilitica, la fanno da padrone.

Altro che chiacchiere. Altro che bla bla!

Questi sono i temi sul tappeto, non la narrazione di fatti antichi, noti e stranoti, analisi sociologiche ed altre frescacce.

Non una condanna da parte delle istituzioni locali, non un atto di solidarietà alle persone colpite, ree di aver combattuto e di continuare a combattere in difesa di stato patrigno, diverso, forse, da quello che ci hanno presentato a scuola nei libri di storia o nelle scuole di polizia e nelle accademie.

Quasi a dire: ve lo siete meritato. Quasi un invito ad allentare la presa, a lasciar correre.

L’area grigia in cui si annida e prospera la vera mafia, che non è solo quella militare, ma soprattutto quelle economica e politica di cui molti si ostinano a non parlarne mai, pur essendo queste la vera mente, il motore di tutto.

Comandi efficienti e capaci avrebbero dovuto mettere a ferro e fuoco l’area in cui si sono verificati i fatti. Avrebbero dovuto mettere sotto pressione confidenti e pregiudicati locali per farli parlare, per individuare delle piste -che, peraltro, dovrebbero essere facilmente individuabili da parte di chi dovrebbe conoscere profondamente soggetti, interessi, collegamenti e modus operandi-.

Non si è stati in grado nel 2000 di colpire, come meritavano, mandanti ed esecutori dell’attentato a Lenola al sindacalista Giuseppe Savani per la sua attività a Fondi, non si è in grado, ora, di individuare (si fa per dire, perché gli ambienti probabilmente sono gli stessi) e colpire esecutori e mandanti degli attentati a marescialli e brigadieri dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.

Non c’è un parlamentare, anche del centrosinistra, un esponente di partito, di associazioni, un sindaco, un consigliere ecc. che abbiano posto all’attenzione di chi di dovere questo problema, il problema dei problemi, dall’esame del quale si può desumere se effettivamente questo Stato vuole o non vuole, è in grado o no, di combattere le mafie, a cominciare da quelle politica ed economica.

Un popolo attento ed informato li avrebbe tutti presi a calci nel sedere!

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