Un conto amaro per le classi dirigenti pontine e del Lazio

UN CONTO AMARO CUI E’ STATA CHIAMATA A PAGARE LA CLASSE POLITICA PONTINA E DEL LAZIO
Uno schiaffone così, pubblico, sonoro, assordante, da provocare uno sfinimento, ad un intero ceto politico, come quello assestato dalle migliaia di studenti di Latina durante la manifestazione di solidarietà alla giudice Lucia Aielli del 28 novembre u. s. , non si era mai visto e sentito.
Un fatto che resterà nella storia politica della provincia di Latina.
Un atto di condanna plateale che dà il senso, a chi ha la volontà e le capacità di riflettere e di comprendere il significato delle cose, della profonda disistima che nutrono le giovani generazioni nei confronti di una classe politica che non rappresenta più il Paese reale.
E non è che il fatto abbia riguardato soggetti di terza o quarta fila perché ha investito una
parte cospicua e rappresentativa dei massimi vertici della politica pontina.
C’erano, infatti, la Presidente dell’Amministrazione provinciale, il sindaco del capoluogo e di altri comuni pontini, assessori, consiglieri comunali e regionali, segretari e dirigenti del PD e del PDL.
Il fior fiore della classe dirigente.
Tutti invitati a mezzo megafoni a passare in coda o ai margini del corteo.
Trattati come corpi estranei rispetto al contesto sociale.
Come altra cosa, avulsa dalla realtà di una società in rivolta contro un sistema che non appartiene al mondo moderno.
Roba vecchia, da museo e nemmeno da vetrina.
Se fosse capitato a noi avremmo cambiato città e provincia e ci saremmo ritirati a vita privata.
Ma ognuno è libero di agire come gli pare e di vivere nella condizioni che gradisce.
Affar loro!
Un atto di accusa chiaro, irreversibile, nei confronti di quanti evidentemente sono ritenuti fra i responsabili morali della situazione in cui sono venute a trovarsi le genti pontine dopo l’invasione di orde barbariche che, anzicché essere respinte, hanno trovato facili approdi in una delle terre più civili e belle dell’intero Paese.
Dalle colpe dirette od indirette di questa classe e dei suoi predecessori è venuto fuori uno sconvolgimento dell’intera morfologia sociale, culturale, economica che ha cambiato i connotati di uno dei territori più avanzati e nobili dell’Italia.
Gli studenti a quella classe hanno voluto ora presentare pubblicamente il conto.
Un conto amaro, pesante, umiliante.

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