Un consigliere comunale di Formia coinvolto in una brutta storia

E’ uno dei tanti segnali che a Formia c’è una situazione inquietante.

Non ci interessa il fatto di cronaca in sé, quanto il contesto nel quale esso si è svolto.

Al di là degli aspetti penali e giudiziari e delle singole responsabilità i cui contorni ancora non sono ben noti.

Ci ritorneremo.

Ma che la politica formiana – o parte di essa – sia inquinata è cosa nota.

C’è la “Formia Connection”, l’inchiesta che la Polizia di Stato fece –e che QUALCUNO ha voluto ARCHIVIARE nella parte che riguardava il rapporto fra politici e malavitosi -, che lo prova.

E a noi questa è la parte che ci interessa più delle altre.

E’ inutile lamentarsi dell’invasione del nostro territorio da parte di camorra ed altre organizzazioni criminali, come molti fanno, se non si aggredisce il livello delle collusioni politiche con le mafie.

La sensazione (diciamola così!) che si ha è che sia la politica che non voglia combattere seriamente le mafie.

Fondi docet.

I segnali sono tantissimi, malgrado le battaglie e gli sforzi di alcune brave persone, che pur ci stanno.

Ma sempre meno.

Anche a sinistra.

Basti vedere i trattamenti riservati a Lumia, a Diana, a Laurelli, tutti buttati fuori dalle liste (con Lumia riammesso dopo tante proteste in tutta Italia), dopo il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata…

Non c’è stata un’iniziativa, a cominciare da quella che realizzi finalmente in Italia il coordinamento delle forze di polizia, seria che mostri una reale volontà di combattere le mafie.

Non andiamo oltre!

La verità è che si vuole combattere la mafia di basso livello, quella stessa mafia di cui ci si serve, peraltro, per ottenere voti e quant’altro, ma NON si vuole aggredire quella reale e più pericolosa, quella politica ed economica.

E nessuno si tiri fuori…

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