UN ANNO DI MAGGIORE IMPEGNO PER NOI TUTTI ALL’INSEGNA DI: “cchiacchière e tabaccher e legno, u banc e napul nunn’mpegn… “

Lasciamo liberi gli studiosi ed i cultori di storia di fare il loro mestiere ed i cronisti di raccontare i fatti. Noi dobbiamo fare ben altro. Un Colonnello della DIA ci disse alcuni anni fa: “Noi siamo gli zappatori e dobbiamo zappare. Ognuno deve fare il suo lavoro. Chi presume di saper fare tutti i lavori finisce per non farne bene nessuno”. E’ così! Un’Associazione antimafia deve fare antimafia e basta. E, per fare antimafia, essa deve essere libera, autonoma da tutto e da tutti: partiti, istituzioni, gruppi di affari e quanti altri.
Il giorno in cui essa dovesse prendere un euro da un partito, da un Comune, da un Ministero, da un qualsiasi Ente o dovesse stipulare una convenzione che le apporti un beneficio, diretto od indiretto, essa perderebbe la sua autonomia. Potremmo mai denunciare un Sindaco, un assessore, un Presidente di Provincia o di Regione, un Ministro che ci hanno dato un finanziamento, un edificio in comodato d’uso gratuito o una qualsiasi altra cosa? Potremmo mai denunciare un qualsiasi esponente di un partito dal quale prendiamo i soldi? E se non fossimo nelle condizioni di denunciare un esponente politico o un rappresentante delle istituzioni corrotti, quale antimafia sarebbe la nostra? Parliamoci chiaramente: un’ “antimafia” a pagamento NON è antimafia. Sarebbe uno strumento speculativo per camparci o far carriera politica. Ha ragione il Procuratore Gratteri quando afferma che “l’antimafia deve essere fatta GRATUITAMENTE”.
Senza nessuno scopo economico o politico. Magari, rimettendoci anche di tasca, all’occorrenza. Detto questo, è necessario chiarirsi ancora una volta le idee sul concetto di antimafia e sui doveri di chi fa o vuole fare antimafia. NON E’ VERO che le indagini e le denunce debbono farle solamente le forze dell’ordine e la magistratura. Paolo Borsellino fu chiaro quando disse che è un errore imperdonabile pensare che tutto il peso della lotta alle mafie debba essere accollato sulle sole spalle dei magistrati e dei poliziotti. Un “errore imperdonabile”!!! Ogni cittadino ha il DOVERE morale e giuridico di denunciare qualunque cosa che abbia un carattere di rilevanza penale. Punto. CHI NON LO FA viene meno ai suoi DOVERI ed è o un VILE o un MAFIOSO anch’egli. A maggior ragione questo vale per un’Associazione antimafia.
Cosa, quindi, dovremo fare noi? Raccontare i fatti che sono avvenuti o che avvengono? Questo spetta ai giornalisti. Organizzare le sfilate durante le quali si grida ” viva Falcone e Borsellino” e limitarsi a questo quando magari ci sono i nostri Sindaci, i nostri assessori, i nostri consiglieri, i nostri parlamentari o i loro sodali che rubano ed inciuciano con i boss? E’ antimafia questa? Suvvia, siamo seri!!! L’Italia è piena di parolai, di opportunisti e di affaristi ed un’Associazione seria non può e non deve dare spazio a questa genia. Per fare antimafia occorre gente seria, che parla pochissimo ed opera, raccogliendo notizie e girandole a chi di competenza per gli approfondimenti, i riscontri. Poche persone, motivate, convinte, coraggiose, ricche di senso civico e di morale, attente a tutto ed a tutti.
Oneste e disinteressate, soprattutto, perché il resto si impara. Un lavoro di intelligence sottile, silenzioso, in apnea, da fare in rete con coloro che sono preposti a fare il resto. Persone fidate, non azzeccagarbugli, ai diversi livelli. Questa è antimafia!

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