Tutto come prassi …..cala il silenzio sul potere

Il silenzio cala sul viadotto crollato delle coop rosse
di  Luca Cirimbilla

Renzi può annunciare provvedimenti contro i responsabili del crollo del viadotto quanto vuole, ma tanto già è partita l’opera di insabbiamento mediatico sui reali responsabili.

A realizzare i lavori è stata la “Bolognetta scpa”, raggruppamento di imprese tra la capofila Cmc di Ravenna, la Ccc (due cosiddette cooperative rosse) di cui avevamo parlato tempo fa in merito ai lavori interminabili della Livorno-Civitavecchia e dello scontro tra la lobby del cemento di sinistra, tra cui appunto le due cooperative, e i frequentatori chic di Capalbio (della stessa area politica). La Sat venne fondata addirittura nel 1968 e ancora non è riuscita a completare l’arteria stradale di sua competenza. Da Capalbio a Palermo, dopo 47 anni, la storia si ripete.

Delle principali testate nazionali, solo Il Secolo XIX ha definito correttamente le aziende colpevoli del grave cedimento all’infrastruttura viaria: “cooperative rosse”, indicando la loro precisa appartenenza culturale e politica, che poi è la stessa del presidente del consiglio in carica, Matteo Renzi.

Silenzio su quotidiani o testate come Corriere della Sera, La Repubblica, Il Messaggero e RaiNews, ma anche sui siti di informazione come TgCom24.

Il premier con ogni probabilità già si è accorto che a costruire il viadotto sono state imprese di suoi amici e così ancora una volta la colpa verrà addossata a qualcun altro oppure si insabbierà tutto. Vi ricordate Mafia Capitale e le cooperative pronte a gestire l’arrivo di immigrati o l’emergenza immondizia? Ecco, le coop rosse sono attive in molti altri campi, come quello dell’edilizia e, a quanto pare, i risultati sono gli stessi: un disastro.

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