TUTTI I NOMI. ARMI, ESTORSIONI, CASSA COMUNE E STIPENDI AI DETENUTI, Spartacus reset arriva in Appello. Quando i Pizzini venivano nascosti in una bicicletta

TUTTI I NOMI. ARMI, ESTORSIONI, CASSA COMUNE E STIPENDI AI DETENUTI, Spartacus reset arriva in Appello. Quando i Pizzini venivano nascosti in una bicicletta

Tra un mese….

CASAL DI PRINCIPE – Al termine del rito abbreviato di un processo che vedeva tra i banchi degli imputati Francesco Schiavone Sandokan e i figli Nicola e Carmine, il Gup di Napoli, Gallo, formulò le seguenti condanne Antonio Aquilone, 6 anni di carcere; Emilio Arrichiello 4 anni e 8 mesi; Cesare Bianco 2 anni; Franco Bianco 2 anni; Francesco Antonio Celeste 2 anni; Vincenzo Chiarolanza 2 anni e 4 mesi; Ulderico Ciccarelli, 6 anni; Bernardo Ciervo 2 anni; Vincenzo Conte, 2 anni; Romolo Corvino 2 anni, Maurizio Fusco 1 anno e 10 mesi; Carmine Iaiunese 8 anni e 8 mesi; Paolo Landolfo 3 anni e 8 mesi; Benito Lanza 2 anni; Raffaele Maiello 3 anni e 10 mesi; Carmine Morelli 2 anni, Carmine Noviello 2 anni; Alberto Ogaristi 6 anni e 8 mesi; Giorgio Pagano 6 anni e 8 mesi; Nicola Pezzella 2 anni; Renato Piccolo 6 anni; Mirco Ponticelli 1 anno e 6 mesi; Oreste Reccia 2 anni; Alberto Rossi 6 anni, Bruno Salzillo, 2 anni, Carmine Schiavone 10 anni; Mario Schiavone, 2 anni; Nicola Schiavone 3 anni e 4 mesi. 

Ora si attende che il processo approdi in Corte di Appello. L’udienza si dovrebbe tenere ad inizio mese prossimo.

La vicenda giudiziaria si incentra sulla gestione della cassa comune e dei proventi derivanti dalle attività illecite.

Un giro di denaro che andava ben oltre i 300.000 euro mensili… Il tutto annotato in appositi registri contabili rinvenuti dagli inquirenti, nei quali sono emersi anche gli introiti derivanti dalla gestione delle slot machine, dalle estorsioni  e delle scommesse on line.

Dalle indagini si comprese che che il gruppo capeggiato dal figlio di Sandokan, Carmine Schiavone, attraverso la cassa comune garantiva il pagamento degli stipendi agli affiliati, sia della propria fazione, sia dei gruppi Zagaria e Iovine del clan dei Casalesi. Ai detenuti veniva versato uno stipendio mensile per importi variabili tra 1500 e 2500 euro. Le somme erano provento di estorsioni su attività private e lavori pubblici. Nel corso dell’inchiesta della Dda sono stati sequestrati i libri contabili dell’organizzazione sui quali venivano annotati sia gli affiliati che percepivano gli stipendi, sia le persone sottoposte a estorsione. Il materiale cartaceo è stato sottoposto a perizie grafiche eseguite dagli esperti del Ris ed hanno offerto importanti riscontri alle rivelazioni fatte da collaboratori di giustizia.  I carabinieri sequestrarono numerose armi, tra cui due kalashnikov, un fucile d’assalto, due fucili a pompa, una mitragliatrice e quattro pistole. Inoltre emerse che alcuni “pizzini” vennero ritrovati all’interno del manubrio di una bicicletta.

PUBBLICATO IL: 19 settembre 2016 ALLE ORE 21:17

fonte:www.casertace.net

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