TUTTI A FORMIA SABATO 29 SETTEMBRE DALLE ORE 16, 30 NEL SALONE DELL’APPIA GRAND HOTEL IN VIA APPIA LATO NAPOLI.

Tutti a Formia al convegno del 29 settembre, dalle ore 16, 30 in poi e presso l’Appia Gran Hotel in via Appia lato Napoli.

Si parlerà di mafie e di antimafia.

Non uno dei soliti convegni durante il quale si parla di tutto e di tutti.

E, quindi, di niente.

Un CONFRONTO più che un convegno, a più voci e fra più parti:

magistrati antimafia, giornalisti d’inchiesta di livello nazionale, esponenti di associazioni antimafia del Lazio e della Campania, forze dell’ordine.

Soggetti OPERATIVI, che stanno in trincea e che combattono le mafie giorno dopo giorno, non parolai.

Niente retorica, niente soprattutto politica, che è la maggiore responsabile di quanto sta succedendo.

Si parlerà di strategie di attacco alle mafie e ci si confronterà in maniera franca, come si addice a chi i mafiosi li guarda negli occhi direttamente ogni minuto.

Non vogliamo, stante la gravità della situazione, essere teneri con nessuno, nemmeno con noi stessi.

Ce lo impone la consapevolezza di avere a che fare con organizzazioni criminali – nel caso specifico nostro, del Lazio, della Campania e del Molise, dove operiamo – potentissime e che dispongono di tonnellate di soldi, da investire ogni giorno e con una capacità di corrompere tutti e tutto.

Si presume che solo il clan Di Lauro, che è un piccolo clan, incassi giornalmente dai traffici di sostanze stupefacenti, una media di 600.000 euro al giorno.

Figuriamoci i Casalesi, la grande mafia imprenditrice, con un codazzo interminabile di professionisti, esponenti politici, amministratori pubblici e con un consenso sociale che deriva dall’essere essi il solo soggetto che dà lavoro ad un esercito di persone.

Non stiamo parlando, quindi, di bruscolini.

E’ questo che debbono capire tutti, anche i nostri amici alcuni dei quali forse potrebbero non aver compreso appieno con “chi” abbiamo a che fare.

Ecco perché non vogliamo gente che parla solamente e che non dà alcun contributo sul piano dell’azione concreta.

La memoria è importante, sì, la testimonianza anche, ma solamente se sono accompagnate da un’opera di indagine, di scavo continui, di segnalazione a noi di notizie significative circa la presenza e le attività dei camorristi e dei mafiosi.

Le fiaccolate, le adunate, le sfilate, le commemorazioni, i corsi di cultura della legalità sono importanti per sensibilizzare la gente, ma non bastano.

Oggi il livello di penetrazione delle mafie negli apparati dello Stato, nei partiti (tutti i partiti perché le mafie non hanno colore politico e si infiltrano dapperttutto) è così alto che non c’è più tempo per aspettare che la gente… “maturi”.

Bisogna attaccare, attaccare, attaccare, scovare i mafiosi, uno per uno, nei consigli comunali, nei partiti, nel Parlamento, nei governi, nelle stesse forze dell’ordine e fra i magistrati talvolta, fra i professionisti, gli imprenditori e così via e denunciarli.

Noi siamo nati per questo e questo vogliamo continuare a fare sempre di più.

Non ci servono gli eserciti perché non siamo né vogliamo essere un partito politico.

Dobbiamo e vogliamo essere un’ associazione snella, operativa, fatta di persone che alle chiacchiere privilegiano l’azione, motivate, che osservano, annotano, segnalano presenze anagrafiche, movimenti di soggetti, frequentazioni, attività economiche, per dare all’Associazione la possibilità di girare le notizie acquisite agli organismi istituzionali competenti, facendo anche in questi e fra questi le opportune selezioni.

Stiamo selezionando, anche se lentamente ed a fatica come si può capire, il nostro personale con l’intento di renderlo più efficiente, più attivo, delle vere sentinelle sui territori di competenza di ognuno e, al contempo, stiamo portando avanti una strategia di attacco ai rami secchi delle istituzioni, a quelle che non si muovono, sono inefficienti, inutili o addirittura con aree compromesse con le mafie, per una lotta sempre più serrata alla criminalità organizzata mafiosa.

Programmi ambiziosi, lo sappiamo, ma che ci vengono imposti dalla gravità della situazione.

Stiamo concentrando da qualche mese tutti i nostri sforzi sul Basso Lazio, sul pontino e sul frosinate.

I nostri convegni a Terracina, a Formia, a Cassino non vanno interpretati come semplici manifestazioni pubbliche.

Essi rappresentano tutti una sorta di messa a punto della nostra macchina di attacco alle mafie, nei posti più “caldi”.

Fra i relatori non ci sono politici e questo ha un significato, come pure ha un significato la presenza esclusiva di magistrati antimafia, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta, rappresentanti di associazioni antimafia serie ed operative.

Senza con questo nutrire intenti discriminatori di qualsiasi sorta e di demonizzazione di tutto e tutti.

Anche la pressione che stiamo esercitando sui Ministri della Giustizia e dell’Interno per far dotare gli apparati investigativi e giudiziari locali di gente motivata, competente e che sa fare il proprio mestiere è finalizzata a qualificare l’azione dello Stato in territori in cui questa presenza è stata finora appannata ed insignificante.

Questo siamo noi e questo vogliamo fare sempre di più.

Associazione A. Caponnetto

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