Truffa nel centro migranti, sequestrati beni nel Reggino. NON CI PRONUNCIAMO IN OSSEQUIO AL PRINCIPIO  DELLA PRESUNZIONE DI INNOCENZA FINO A SENTENZA DEFINITIVA.MA IN ITALIA E’ DIVENTATO TUTTO UN BUSINESS.E NON SOLO SULLA GESTIONE DEI MIGRANTI

Truffa nel centro migranti, sequestrati beni nel Reggino

La Guardia di finanza ha posto i sigilli a due unità immobiliari, quote societarie e l’intero patrimonio aziendale di due società per un valore di 1,1 milioni di euro. Dodici persone erano state denunciate per truffa aggravata ai danni di enti pubblici. Una delle società coinvolte aveva gestito un centro d’accoglienza

Giovedì, 15 Febbraio 2018

REGGIO CALABRIA I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria – con il coordinamento della locale Procura – ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza di quote sociali e dell’intero patrimonio aziendale di due società, la “Ma.Co. Costruzioni S.r.l.” e la “cooperativa sociale Le Rasole”, nonché di due unità immobiliari, con relative pertinenze, a Reggio Calabria, per un valore complessivo di 1,1 milioni di euro. Con il medesimo provvedimento è stato disposto anche il sequestro “per equivalente” di beni che costituiscono il profitto dei reati tributari contestati a quattro indagati, per un importo complessivo di 443.583,84 euro. La vicenda trae origine da una precedente indagine, del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, in materia di reati fallimentari e fiscali che ha riguardato due societa’, “I Picari S.r.l.” e “Termoidea S.r.l.”, nel corso della quale sono state denunciate 12 persone. In particolare sette sono indagate a vario titolo di appropriazione indebita, truffa aggravata, riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, in quanto avrebbero depauperato le casse e il patrimonio aziendale di quattro società, due già fallite. Ci sarebbero stati acquisti personali nonché di un immobile, cessioni di credito, appropriazione di incassi. Inoltre sarebbero stati stipulati, attraverso una cooperativa che aveva gestito fino al 2013 un centro di accoglienza per migranti e richiedenti asilo a Rogliano, convenzioni con la Protezione civile della Calabria e il ministero degli Interni relative alla gestione del centro. Gli accertamenti svolti hanno evidenziato la sussistenza di condotte di truffa aggravata ai danni degli enti pubblici, atteso che gli amministratori di fatto della cooperativa hanno falsamente attestato agli stessi l’idoneità della struttura ricettiva con specifico riferimento alla presenza di adeguati posti letto (300 dichiarati, in luogo dei 155 effettivi) e alla disponibilità di due strutture alberghiere (anziché, di fatto, di una sola), conseguendo, tra l’altro, indebitamente la somma complessiva di 209.930 euro. Avrebbero quindi riciclato i proventi derivanti dalle condotte di bancarotta fraudolenta, concernenti il fallimento della società “I Picari Srl”. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza con il quale è stata disposta apposita misura cautelare reale dei beni considerati prodotto/profitto dei reati bancarotta fraudolenta per distrazione e di truffa aggravata e per equivalente fino alla concorrenza di 443.583,84 euro.

Fonte:http://www.corrieredellacalabria.it

 

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