Tribunali in affanno «Se ne occupi il Csm»

Il Mattino, Sabato 1 dicembre 2018

Tribunali in affanno «Se ne occupi il Csm»

La proposta di Mi al plenum istituire un gruppo di studio Da Napoli nord a Termini imerese Vuoti di organici ed edifici fatiscenti

di Gigi Di Fiore

Edifici bisognosi di manutenzione e ristrutturazione, computer e sistemi informatici da rivedere, servizi carenti: in tutt’Italia, chi più chi meno, quasi tutte le sedi giudiziarie hanno bisogno di interventi. E, per la prima volta nella storia del Csm, al plenum dell’organismo di autogoverno della magistratura, riunito mercoledì scorso, è stata chiesta l’istituzione di una commissione di studio per realizzare uno screening sui bisogni soprattutto strutturali e organizzativi nei 140 tribunali italiani. A nome dei cinque consiglieri iscritti alla componente di Magistratura indipendente, la richiesta è stata presentata da Antonio Lepre, presidente della quarta commissione del Csm.

LA RICHIESTA

«L’idea è nata da una serie di sollecitazioni di colleghi di diverse sedi giudiziarie – spiega proprio il consigliere Antonio Lepre – Dovrebbe essere un gruppo di consiglieri non numeroso, agile, con il compito di raccogliere, attraverso colloqui con magistrati e avvocati nei 26 diversi distretti di corte d’appello, le segnalazioni sulle emergenze principali, di tipo soprattutto strutturale». Il comitato di presidenza del Csm valuterà la richiesta in questi giorni. Il gruppo di lavoro, è stato precisato nella richiesta, non farà invasioni di campo, in una materia di competenza del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Ma, nelle intenzioni dei proponenti, darà solo un contributo alla soluzione dei diversi problemi, segnalati dalle sedi giudiziarie. Aggiunge il consigliere Antonio Lepre: «La domanda di giustizia non potrà che avere beneficio dal miglioramento delle condizioni di lavoro dei singoli magistrati. Il nostro sarà un semplicissimo elenco di bisogni concreti, niente analisi di carattere generale».

I PROBLEMI

A Bari, due mesi fa, la vecchia sede del tribunale di 14mila metri quadri venne dichiarata inagibile. È stata necessaria una gara per il fitto di un immobile adeguato, in grado di ospitare i magistrati giudicanti e gli uffici della Procura. Individuato, nel palazzo che ospitava a Bari gli uffici Telecom, la sede momentanea in fitto. Un trasferimento graduale di uffici, con proroga di quattro mesi concessa dal Comune per lo sgombero graduale dell’edificio inagibile. A Vibo Valentia, sette mesi fa alcuni locali della nuova sede giudiziaria vennero chiusi per qualche giorno dopo il crollo di una contro soffittatura. Dal tribunale calabrese sono arrivate ripetute segnalazioni sull’assenza di servizi igienici con cui il personale giudiziario deve fare i conti. Nel tribunale di Napoli nord, dove il presidente dell’ordine degli avvocati, Gianfranco Mallardo, ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta al ministro Bonafede, continuano le richieste per coprire i buchi nel personale amministrativo. Tante le lettere inviate al ministero dalla presidente del tribunale, Elisabetta Garzo, per segnalare le difficoltà dei magistrati senza ausiliari amministrativi. Ad Avellino, gli interventi di ristrutturazione al terzo piano della sede del tribunale non sono più rinviabili, come ha spiegato il presidente, Vincenzo Beatrice. «Problemi ci sono anche nel tribunale di Napoli, che certamente logisticamente dovrebbe avere meno difficoltà degli altri – aggiunge ancora il consigliere Lepre – Si tratta in particolare di assenza di stampanti o di temporanee carenze nel sistema informatico». Al tribunale di Termini Imerese continuano a segnalare la presenza di topi e di muffa in più locali. Questioni logistiche con interventi spesso rinviati. L’estate scorsa, venne trovato un topo morto nelle stanze dell’ufficio notifiche. E i sindacati chiesero un tempestivo intervento di derattizzazione.

IL PROGRAMMA

Ogni sede giudiziaria ha i suoi problemi e il gruppo di studio del Csm dovrebbe raccoglierne l’elenco. «Dovremmo partire dalle regioni meridionali, dove c’è un forte allarme sociale – dice il consigliere Lepre – per poi proseguire in tutte le regioni. La nostra idea è quella di un’azione snella, che deve limitarsi a raccogliere segnalazioni da inserire in una relazione finale, non lunga, da inoltrare al ministero. Ripeto, non si tratta di questioni di competenza del Csm, ma vogliamo comunque fornire un nostro contributo con segnalazioni concrete, nella consapevolezza che la situazione logistica influenza molto il lavoro giudiziario». Dovrà essere comunque il comitato di presidenza del plenum, presieduto dal vice presidente David Ermini, a dare una risposta all’idea del gruppo di Mi.

 

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