Treviso, boom di iscritti al poligono. “Stato assente, inutile chiamare polizia” – Il Fatto Quotidiano. Un segnale inquietante. Quando i cittadini perdono la fiducia nello Stato e non si aspettano più niente da questo vuol dire che siamo ormai alla sua dissoluzione.A questo sembra che ci abbiano portato le classi dirigenti del Paese.

Treviso, boom di iscritti al poligono. “Stato assente, inutile chiamare polizia”

di | 5 aprile 2015

Treviso, boom di iscritti al poligono. “Stato assente, inutile chiamare polizia”

Dal pensionato al disoccupato, dall’architetto al funzionario della Regione. In fila per imparare a sparare, ottenere la licenza e comprare un arma. Crescita in pochi mesi del 30%. Tanti giovani, donne in aumento

di | 5 aprile 2015

La lista è lunga otto pagine: dentro ci si trova il pensionato e il disoccupato, l’architetto e il funzionario della Regione, il pescatore, il geologo, il chimico e anche il deputato. Tutti in fila per sparare. O meglio per imparare, prendere la licenza e correre a comprare l’arma giusta. Pistole soprattutto. Calibro nove in genere. Qui a Treviso oggi usa così. Nessuna vergogna, anzi orgoglio. “Qui lo Stato non c’è – racconta il segretario del Poligono di Tiro –, chiamare i carabinieri è inutile, quando arrivano è già troppo tardi”. Non una critica in sé, ma una constatazione d’impotenza. “In città girano quattro pantere, ma le pare”. Un sospiro e via.

Ecco allora la lista che cresce ogni giorno di più. Quasi duemila iscritti al Poligono di via Fonderi con un impennata negli ultimi mesi del 30%. Tra questi ben 249 pensionati, ma ci sono anche otto pasticceri e nove panettieri. Tanti i giovani. Alla voce studenti, infatti, compare un inquietante 691, ben 47, invece, le studentesse. Le donne, appunto. “Una categoria in aumento esponenziale – spiega Lucio Zorzo presidente di uno dei poligoni più antichi d’Italia – , negli ultimi mesi si sono iscritte ai nostri corsi molte casalinghe e addirittura qualche mamma. Dicono di voler proteggere i loro figli e sono molto determinate”. La spiegazione è sempre la stessa: sicurezza. Non solo commercianti, ma anche noti imprenditori veneti e politici. “Questi – spiega sempre Zorzo –vengono ma con discrezione”. Non farsi vedere, in fondo, è meglio. “Spesso apriamo appositamente per loro. Giusto due giorni fa è venuto qui da noi un funzionario della Regione”. Ma se la politica, spiegano qui al poligono, è ormai armata da anni, è la società civile che negli ultimi mesi ha scelto decisamente per la difesa personale. “Quasi nessuno – precisa il segretario – alla fine userà mai queste armi. Ma poterne conservare a casa una dà un senso di sicurezza”. Tanti sono i pensionati. “Ci dicono: sa noi passiamo molto tempo in casa da soli”. Il 30% in più in pochi mesi. “Chi si iscrive ai nostri corsi nel 90% dei casi poi va a comprarsi un’arma”.

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