Torre del Greco, indagini sul voto altri sei seggi nel mirino dei pm

Il Mattino, Sabato 16 Giugno 2018,

Torre del Greco, indagini sul voto altri sei seggi nel mirino dei pm

di Dario Sautto

Dai primi interrogatori e dai controlli sui cellulari arrivano conferme sullo scandalo dei netturbini assunti in cambio del voto a Torre del Greco. E potrebbe aprirsi un secondo filone d’inchiesta in base ai verbali dell’ufficio elettorale, trasmessi ieri alla Procura di Torre Annunziata, nei quali si riferisce di minacce, disordini, anomalie nei calcoli delle preferenze e misteriori blackout nei seggi.

Dopo il sequestro dei telefonini agli otto indagati a piede libero, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno avviato l’attività di riscontro, ascoltando i primi testimoni nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Torre Annunziata, coordinata dal procuratore Sandro Pennasilico e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli, che ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa del voto. Il voto di scambio riguarderebbe l’assunzione per sei mesi, a 500 euro al mese, di una cinquantina di netturbini al consorzio Gema. A gestire la procedura, accelerata a pochi giorni dal voto, l’agenzia interinale Da.Dif Consulting con sede al Centro Direzionale. In graduatoria anche le otto persone indagate, alcune vicine al clan Falanga, «pizzicate» a fare campagna elettorale per due candidati in sostegno di Giovanni Palomba (non indagati).

L’ipotesi degli inquirenti è che i voti guadagnati da quei candidati possano nascondere un accordo, uno scambio, e che almeno un centinaio di preferenze possa essere arrivato per «ringraziare» i due aspiranti consiglieri. Questa ipotesi è al vaglio degli investigatori, che una settimana fa erano già al lavoro sull’inchiesta, con appostamenti mirati e oltre cento uomini, tra polizia e carabinieri, già impegnati sul caso, grazie ad alcune denunce e soffiate «precise». Adesso si concentra anche sui cellulari sequestrati, che conterrebbero la conferma definitiva del voto di scambio. È singolare, però, che ancora una volta l’affare rifiuti finisca al centro delle beghe giudiziarie dei politici di Torre del Greco: appena un anno fa, l’allora sindaco Ciro Borriello era finito in carcere perché accusato di aver favorito la ditta Balsamo.

IL VERBALE

Intanto, ieri mattina il giudice Angelo Scarpati, che presiede la commissione elettorale a Torre del Greco, ha firmato un verbale che restituisce uno scenario agghiacciante sul voto di domenica scorsa. La relazione è stata già trasmessa alla Procura oplontina per tutti gli accertamenti, ma i passaggi sono chiari: sono state segnalate diverse intimidazioni ai presidenti di seggio, ma sono stati anche registrati disordini per la presenza di sconosciuti durante le operazioni di scrutinio. Nei conteggi, poi, ci sarebbero diverse discrasie, così come sono state riscontrate alcune chiusure anomale dei seggi. Il caso più particolare, però, riguarda alcuni blackout avvenuti nei seggi proprio nelle ultime ore del voto e durante la notte dello spoglio. Irregolarità nello scrutinio sono state riscontrate ai seggi 4, 10, 38, 55, 65, 75 e 77, uno dei quali – il 10 – già coinvolto nello scandalo netturbini . E, in particolare al numero 10, ospitato nella scuola Cristoforo Colombo al corso Garibaldi, risulterebbero 50 schede «ballerine».

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