Torre Annunziata. Scioglimento del Comune per camorra, fari dell’Antimafia sugli appalti

Torre Annunziata. Scioglimento del Comune per camorra, fari dell’Antimafia sugli appalti

Giovanna Salvati

Continuano le indagini sul Comune di Torre Annunziata sciolto per infiltrazioni mafiose e su tutti i politici che hanno un legame con la criminalità organizzata e che avrebbero influito su scelte politiche e amministrative in questi cinque anni di mandato al governo cittadino dell’ex sindaco Vincenzo Ascione. Mentre a palazzo di città continua la reggenza che per due anni vedrà i commissari straordinari guidare la città torrese e traghettarla verso le elezioni amministrative, l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia si allarga sempre di più. La decisione del Viminale di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose sembra essere solo la prima parte di una indagine che ogni giorno si arricchisce sempre di più e che porta alla luce nuovi retroscena inquietanti di un sistema dove la camorra e la politica nel palazzo comunale di via Provinciale Schiti andavano di pari passo. E così alle cinquanta ditte finite nella relazione dei commissari che ha portato all’arrivo della commissione anticamorra si aggiungono il doppio degli appalti concessi senza rispettare l’iter procedurale. Cinquanta ditte sotto la lente di ingrandimento della magistratura per l’assegnazione di incarichi che sarebbero stati concessi in modo illegittimo attraverso procedure di gara su cui si sono concentrate le attenzioni degli investigatori. È quanto hanno ricostruito gli inquirenti inviati dal prefetto Claudio Palomba al Comune di Torre Annunziata e inserito nella relazione di 77 pagine svelando un sistema fatto di intrecci inquietanti tra camorristi e politici, un sistema nel quale venivano assegnati incarichi spesso per lavoro senza tener conto del Mepa, il mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, bensì procedendo per assegnazioni dirette per piccole somme. Spesso sempre alla stessa ditta senza tener conto nemmeno di alcune interdittive antimafia che erano state notificate ad alcune delle società che invece hanno continuato ad incassare incarichi pur non avendone titolo. E i settori finiti nel mirino sono quello dell’ufficio tecnico in particolare. Qui lo scandalo delle mazzette in cambio proprio di appalti ha scoperchiato un vaso di Pandora che ha portato all’arresto dell’ex capo dell’Utc Nunzio Ariano e all’ex assessore all’ urbanistica Luigi Ammendola. Ora i fari anche tutti gli appalti che rischiano così di diventare un nuovo campo minato per i politici che nel frattempo sembrano essersi rintanati dopo lo scandalo che li ha travolti, ma c’è chi invece giura che sono già a lavoro per le prossime amministrative.

Fonte:https://www.metropolisweb.it/2022/06/05/torre-annunziata-scioglimento-del-comune-camorra-fari-dellantimafia-sugli-appalti/

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