Torre Annunziata, per il pizzo di Natale scendono in campo i baby-boss

 Torre Annunziata, per il pizzo di Natale scendono in campo i baby-boss

Il Mattino, Venerdì 16 Dicembre 2016

Torre Annunziata, per il pizzo di Natale scendono in campo i baby-boss

di Salvatore Piro

Torre Annunziata. L’incubo racket ripiomba a Torre Annunziata. Proprio sotto Natale, con cinque spari. Proiettili conficcati in una saracinesca in piena notte. Avvertimento dal sapore antico, ma l’affare delle estorsioni ora si presenta con modalità e protagonisti tutti nuovi: a gestire il giro dei negozi, in zona nord, al centro e in periferia, sono infatti i baby-boss. Hanno 16, 17 anni al massimo.

Talvolta sono riconoscibili, perché cresciuti all’ombra dei padrini di camorra. Altre volte no. Sono quasi insospettabili, sfuggono alle regole del gioco, fanno di testa loro. Ed è per questo che mettono più paura. Il fenomeno è stato portato all’attenzione delle associazioni antiracket locali e dell’Osservatorio Comunale per la Legalità, presieduto da Carmela Sermino, vedova di Giuseppe Veropalumbo, ucciso nella notte di Capodanno 2008 da un proiettile vagante. I baby-boss tengono sotto scacco i commercianti. Si presentano da loro, giubbino colorato Belstaff, arma giocattolo, la tipica pistola con il tappo rosso, nemmeno stretta tra le mani ma ben nascosta bene nelle tasche di jeans strettissimi. Poi, spavaldi, fanno il prezzo: «Vogliamo cento, duecento euro. Èil regalo di Natale per i carcerati». La richiesta gela la vittima.

In sè non è una novità: gli imprenditori e i piccoli commercianti ci hanno sempre fatto i conti. La sorpresa sta in chi chiede quel «regalo». Non è neanche maggiorenne, ma ha padre, zio e nonno già spediti al 41-bis, in carcere, anche per gli stessi reati. Il baby-boss, però, a differenza del padrino, non ha «tatto» né spessore criminale. In cambio, non offre nemmeno protezione. Il padrino non aveva il grilletto facile: lui sì. È per questo che, se qualcuno si ribella, spara. Ma non subito. Il baby-boss è spavaldo solo a parole. Al rifiuto, infatti, si allontana dal negozio in sella ad una bici elettrica. Il baby-boss esce di notte, in piena oscurità. Si aggira sempre in branco. Cinque, sei ragazzini, montano sulle bici elettriche e vanno in giro anche a sparare. Proiettili nelle saracinesche, ma pure auto in fiamme. Spari e roghi che, il giorno dopo, costringono la vittima ad elargire «il regalo di Natale».

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