Testimoni di giustizia. Mattiello: “LA POLITICA NON HA PIÙ ALIBI”

(ANSA) – ROMA, 9 NOV
“Domani saro’ a Siracusa in tribunale accanto a Marco Montoneri, cosi’ come mercoledi’ scorso ero in tribunale a Santa Maria Capua a Vetere con la famiglia di Domenico Noviello, imprenditore, fuoriuscito dal sistema speciale di tutela e ucciso il 16 Maggio 2008”: a raccontarlo e’ Davide Mattiello, deputato Pd, coordinatore del V Comitato “Testimoni di giustizia, vittime di mafia, collaboratori”. “Per questi cittadini, onesti e normali, quasi sempre imprenditori – spiegaMattiello – il confine tra la vita e la morte e’ sottile, spesso fragile”. Domani si apre infatti un nuovo processo al tribunale di Siracusa dopo le indagini che hanno preso il via dalla denuncia di Montoneri, ex imprenditore, testimone di giustizia, in programma speciale di protezione. L’uomo, che gestiva un autosalone, ha denunciato di aver subito tra il 2010 e il 2013 pesanti estorsioni da parte di nove persone che sono state arrestate. “Il confine – spiega Mattiello – e’ lo Stato con la sua capacita’ di proteggere chi denuncia e di assicurare quelle condizioni sociali ed economiche che garantiscono al testimone una vita libera e dignitosa. La politica si e’ mossa e ora non ha davvero alibi per non fare fino in fondo cio’ che ha cominciato”. “Ma intanto, mentre regolamenti e leggi vengono approvati – prosegue il deputato Pd – c’e’ bisogno di attenzione e di umanita’, sia verso chi sta nel sistema tutorio, ordinario o speciale, sia verso chi e’ uscito dal programma di protezione. Persone angosciate, spesso spaesate e isolate, che hanno nelle Istituzione l’unico riferimento. Eppure certe risposte tardano in maniera inaccettabile, pur essendo sostenute da ragioni e documenti o sono liquidate in maniera troppo burocratica. Lo Stato deve mostrare la faccia dura verso i delinquenti che fanno del male a persone inermi, non verso le vittime di queste violenze”, conclude Mattiello.

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