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Testimone di giustizia: «Da quando ho denunciato la vita è un inferno».

Testimone di giustizia: «Da quando ho denunciato la vita è un inferno».LA PROVA DELL’ESISTENZA DI DUE STATI:LO STATO-STATO,QUELLO DI DIRITTO E VERO NEL QUALE NOI CREDIAMO E PER IL QUALE CI BATTIAMO ED UN SECONDO STATO ,FATTO DA FUNZIONARI,DA POLITICI,BUROCRATI CHE REMANO IN SENSO CONTRARIO E  DISINCENTIVANO ,SCORAGGIANO LA GENTE A DENUNCIARE , A DIFENDERE LA GIUSTIZIA,SE CONSULTIAMO,UNO PER UNO, L’OTTANTINA  DI TESTIMONI DI GIUSTIZIA CHE ESISTONO IN ITALIA,TROVEREMO POCHI,POCHISSIMI CHE NON ABBIANO A LAMENTARE UN SOPRUSO,UN DIRITTO  CHE SIA STATO LORO NEGATO DALLA COMMISSIONE CENTRALE EX ART.10,DAL SERVIZIO CENTRALE PROTEZIONE,DAI NOP.NON PASSA GIORNO IN CUI NOI NON RICEVIAMO SEGNALAZIONI,APPELLI,PROTESTE,RICHIESTE DI INTERVENTO E DI AIUTO,SUPPLICHE,SFOGHI.INTERVENIAMO,FACCIAMO QUELLO CHE POSSIAMO,CON INTERROGAZIONI PARLAMENTARI,LETTERE DI PROTESTA DIRETTE AL MINISTRO DELL’INTERNO,AL CAPO DEL GOVERNO,AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. SIAMO ANDATI PIU’ VOLTE ANCHE  A MANIFESTARE DAVANTI AL VIMINALE ED A PALAZZO CHIGI INSIEME AD ALCUNI TESTIMONI DI GIUSTIZIA E QUALCHE  PARLAMENTARE AMICO,MA LA SITUAZIONE NON CAMBIA.OLTRE ALLE CONDIZIONI DISUMANE MESSE IN EVIDENZA DI  GENNARO CILIBERTO IN QUESTO ARTICOLO DEI IL MATTINO,C’E’ IL TRATTAMENTO ECONOMICO  RISERVATO A QUESTA CATEGORIA CHE  FA LETTERALMENTE  SCHIFO.ABBIAMO AVUTO CASI DI TESTIMONI DI GIUSTIZIA CHE HANNO  AVUTO DANNI DALLA CAMORRA,DALLA NDRANGHETA,DALLE ALTRE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI PER MEZZO MILIONE  DI EURO E CHE SONO STATI RISARCITI CON APPENA 75.OOO EURO DOPO AVER ASPETTATO ANNI NEL DISAGIO E SENZA AVERE UN PEZZO DI PANE PER I PROPRI FIGLI.UNO SCANDALO,UNA VERGOGNA CHE ATTESTANO LA MANCANZA DI VOLONTA’ DI COMBATTERE SERIAMENTE LA MAFIA

Il Mattino, Giovedì 16 Febbraio 2017

Testimone di giustizia: «Da quando ho denunciato la vita è un inferno»

Sono un uomo di 44 anni, ho origini napoletane, ho vissuto sino all’età di 37 anni da uomo libero, sino a quando nel 2010 ho denunciato la camorra e la corruzione nelle grandi opere. Dal 2011 vivo l’inferno di una vita non vissuta fatta di attentati da parte della camorra e di persecuzioni da parte dei colletti bianchi». È lo sfogo di Gennaro Ciliberto, che è stato responsabile della sicurezza nei cantieri di una ditta realizzatrice della costruzione e della manutenzione di varie opere autostradali in subappalto, ha denunciato corruzione nell’aggiudicazione di lavori, infiltrazioni mafiose ed anomalie costruttive ed è testimone di giustizia. «Mi ritengo un esiliato di Stato, un fantasma, un uomo che sopravvive giorno dopo giorno in un girone infernale fatto di negazioni e limitazioni e di umiliazioni. Quanti di voi dopo aver fatto un azione volontaria al servizio della giustizia resisterebbero a questa tortura senza impazzire?», chiede. «Quello che mi è accaduto dopo aver denunciato ha dell’incredibile. Ero uno che viveva la propria vita come tanti cittadini, lavorando, dedicandosi ai progetti della vita, al futuro, vivendo con una famiglia e condividendo gioie e dolori, libero da ogni condizionamento. Ora andare al cinema è pericoloso, è pericoloso pure andare ad un centro commerciale ed assistere ad un evento sportivo o partecipare al matrimonio di un familiare o ad un funerale. Non posso andare al mare nè fare foto in gruppo. È la »morte dei vivi«. Non credo che tutto ciò possa non incidere sulla mente di qualsiasi essere umano, anche dei più forti. È una esistenza fatta di dolore e privazioni che di riflesso lascio ai miei figli». «Sono un testimone di giustizia riconosciuto dalla legge, indispensabile per le indagini, necessario nei processi ma per alcuni sono un rompiscatole, per altri sono un parassita, per altri ancora un infame», conclude Ciliberto.