Terracina, un tessuto economico quasi tutto in mani… esterne

TERRACINA: UN TESSUTO ECONOMICO FORTEMENTE INFILTRATO DA IMPRESE E SOGGETTI CAMPANI

Anni di denunce, di appelli, di sollecitazioni a guardare, a scavare, ad indagare, a fare qualcosa per frenare un’avanzata che ha portato ad un’occupazione vera e propria del territorio da parte di gente per lo più proveniente da zone storicamente dominate dalla camorra, quali le province di Napoli e Caserta, non sono serviti a svegliare l’attenzione di una classe dirigente imperdonabilmente disattenta.

Se si fa eccezione per qualche Associazione locale –la Confcommercio ed il Social Forum, ad esempio- e qualche partito politico –il PRC, in particolare, il PD -che ha sempre affrontato, però, il tema in maniera generica e superficiale in qualche sua “festa”, senza impostare, poi, un’azione organica ai livelli istituzionali-, nessun altro ha mai incentrato la sua attenzione su una situazione che ha ridotto il territorio di Terracina allo stato di un suburbio campano.

Mai nessuno che si sia chiesto ed abbia chiesto la “provenienza” di tanto denaro investito in un lungo processo che ha portato all’espulsione dall’intero circuito economico terracinese e del territorio circostante dell’imprenditoria locale.

Nell’edilizia, nel commercio, nei settori alberghiero, del tempo libero, dei bar, ristoranti, sono rimasti in pochi gli operatori locali.

Nessuno che si sia chiesto il motivo del proliferare di agenzie immobiliari e di finanziarie, segnali, questi, di un’… effervescenza imprenditoriale anomala (chiamiamola così!!!) che avrebbe dovuto allarmare una classe dirigente attenta ed amante del bene comune.

Quando la Dottoressa Cascella, dirigente del locale Commissariato della Polizia di Stato, si è permessa, dopo aver evidentemente svolto un’indagine preliminare che, purtroppo, non ha avuto alcun seguito, di evidenziare la gravità del fenomeno, ha dovuto subire attacchi vergognosi senza avere il benché minimo attestato di solidarieta’ da un qualsiasi partito od esponente politico provinciali o locali.

Dovrebbero vergognarsi tutti e dovrebbero, in particolare, vergognarsi i dirigenti, non sappiamo se tutti, di quel PD che parla tanto di legalità nelle sue “ feste”, ma, ripetiamo, sempre in termini generici ed un aggancio e riferimenti specifici alla realtà locale, con nomi e cognomi.

Nessuno che chieda il motivo per cui stranamente tutti i lavori pubblici o privati sono ormai appaltati o subappaltati ad imprese di Casal di Principe; nessuno che si occupi di vedere cosa sta avvenendo sul territorio di Badino dove c’è l’assalto all’acquisto di terreni da gente che viene dalla Campania e dalla Calabria; nessuno che si occupi di vedere cosa sta avvenendo nel settore della compravendita di alberghi, bar, ristoranti ecc.

E, poi, soprattutto, nessuno si domanda e domanda perché, fatta qualche eccezione rarissima, non si indaga sull’ORIGINE dei patrimoni, dei capitali impiegati, sulle movimentazioni finanziarie ecc.

E’ stata sfasciata una Compagnia della Guardia di Finanza, ridotta al rango di Tenenza, il cui ruolo non riusciamo francamente ad individuare e nessuno che si chieda il “perché”, invocando, al contempo, i provvedimenti conseguenti.

Le altre forze di polizia assolvono – sì – ai loro compiti, ma solo in un’ottica da “ordine pubblico”, quando, invece, esse dovrebbero approfondire l’investigazione di natura economica, gli eventuali nessi fra criminalità e pezzi della politica e delle istituzioni.

Tutti temi, questi, che non vengono nemmeno sfiorati dai dirigenti del PD e da quasi tutti gli altri partiti.

Responsabilità politiche, come si vede, grosse come una montagna, di una situazione deterioratasi negli anni in maniera forse irreversibile e delle quali nessuno, o quasi, vuole parlare.

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