Terracina: Turismo, le mani della mala. APT serve un monitoraggio. Finalmente! Qualcuno comincia ad accorgersene ed a gridare.

Soldi sporchi e attività commerciali, l’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Latina chiede maggiori controlli e un monitoraggio attento delle licenze commerciali. Il caso scoppiato a Terracina dopo la scoperta, da parte degli agenti del Commissariato, di quattro attività commerciali avviate di recente da individui di origine campana con numerose condanne penali alle spalle, nonché reati di tipo associativo. L’APT chiede che i controlli sui passaggi, le licenze e le nuove aperture di attività commerciali, siano più capillari. «La Regione, con la collaborazione delle organizzazioni professionali maggiormente rappresentative, elabori e adotti in tempi brevi e secondo le sue competenze, un sistema di monitoraggio che assicuri la piena tracciabilità dei passaggi delle autorizzazioni amministrative in materia di proprietà e gestioni commerciali nell’ampio campo del turismo». Non è una novità che esercizi commerciali relativi al settore turistico ricettivo, possano finire nel mirino di imprenditori dal passato poco chiaro, con la necessità di investire soldi sulla cui origine non sempre è possibile accertare una provenienza pulita. Sulla questione delle licenze, il fatto che si possano ottenere tramite autocertificazioni presso gli enti comunali, anche questo rappresenta un aspetto per cui si rendono necessari controlli continui. «La recente operazione di polizia condotta a Terracina – scrive l’APT – rileva un preoccupante fenomeno di pratiche scorrette. L’APT desidera ricordare che l’argomento del controllo costante del settore delle autorizzazioni commerciali è uno dei punti sui quali può giocarsi la ripresa del turismo pontino. Sia in termini di professionalità, sia infine sotto il determinante problema dell’affidabilità della rete di strutture turistiche». L’APT, in sede di conferenza provinciale sul turismo, non aveva esitato a parlare di riciclaggio di denaro. «Il valore delle strutture turistiche e commerciali – faceva notare in quella sede l’Azienda diretta da Pier Giacomo Sottoriva – può essere soggetto ad operazioni di trasferimento che possono costituire operazioni volte al riciclaggio di denaro di oscura provenienza e alla penetrazione nel sano tessuto commerciale e imprenditoriale della provincia di forze da contrastare».

Francesco Avena
(Tratto da Terracina Social Forum)

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