Terracina non è solamente rifugio di latitanti, ma soprattutto di forte riciclaggio di denaro sospetto. E la Guardia di Finanza sta a guardare!

TERRACINA: PIU’ CHE RIFUGIO DI LATITANTI, CITTA’ DI FORTE RICICLAGGIO

E’ riduttivo, secondo noi, definirla solamente la città-rifugio per latitanti della camorra.

Se fosse solamente così, una questione cioè di ordine pubblico solamente, il problema sarebbe risolvibile in quanto basterebbe la solerzia delle forze dell’ordine, che su questo versante sono attente, per stroncare il fenomeno.

Il problema è, invece, di natura economica in quanto è sul piano delle infiltrazioni nel tessuto economico che non c’è l’attenzione necessaria. Che cosa fa la Guardia di Finanza?

Va dato atto alla brava dirigente del locale Commissariato della Polizia di Stato, Rita Cascella, di avercela finora messa tutta. Non a caso ella è stata il bersaglio di aspre critiche da parte di locali esponenti istituzionali e politici.

E bene ha fatto il Questore D’Angelo ad insorgere in sua difesa.

Quando si tenta di demoralizzare e di intimidire quelle poche persone che fanno il loro dovere nel combattere la criminalità, si fa oggettivamente il gioco dei mafiosi e dei loro sodali.

Stiamo denunciando da anni l’alto livello di penetrazione nell’impianto economico terracinese di capitali molto sospetti, soprattutto di origine campana.

Ristoranti, alberghi, esercizi commerciali di ogni genere, ma anche appartamenti.

E lavori pubblici e privati.

Molti, passati nelle mani della criminalità organizzata. Imprese casalesi e beneventane dapperttutto.

Quello che stupisce –ma, ormai, non più di tanto!- è l’ostinazione con la quale, nelle istituzioni e nella politica, taluni continuano a negare la presenza mafiosa nella città e sul territorio circostante, da Fondi a San Felice Circeo e Sabaudia.

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