Terracina: appello ai cittadini ed alle associazioni. Cominciamo ad accendere i riflettori

CE N’E’ CARNE A CUOCERE SU TERRACINA! APPENA CHIUDEREMO LA PRIMA FASE DEL CAPITOLO FONDI, ACCENDEREMO I RIFLETTORI SU TERRACINA. INTANTO, PERO’, E’ UTILE COMINCIARE A RACCOGLIERE TUTTE LE NOTIZIE POSSIBILI PER DISEGNARE UN QUADRO IL PIU’ ESAURIENTE POSSIBILE SULLA PRESENZA MAFIOSA E SU EVENTUALI CONNIVENZE CON SOGGETTI LOCALI

Sta per concludersi la prima fase del problema Fondi. Poi, dopo lo scioglimento dell’Amministrazione comunale, bisognerà impostare la seconda, quella dell’approfondimento prima, dello scavo nell’area paludosa in cui si celano gli insospettabili e, dopo, la terza, quella della ricostruzione. La più difficile, che richiederà uno sforzo immane e l’utilizzo delle migliori energie.

Ma sarebbe riduttivo pensare che, risolto il “caso Fondi”, la mafia sia stata sconfitta sull’intero territorio.

Non è così. La mafia non ha paletti ed irrompe dappertutto.

La mafia è sul posto e, scioglimento o non scioglimento di Fondi, resta sull’intero territorio con i suoi immensi capitali, con le sue ricchezze, con la sua grande capacità di eclissarsi, quando si deve eclissare, di inabissarsi e di rigenerarsi a ‘mo di un’idra attraverso soggetti insospettabili che si annidano in quel sottobosco costituito da persone in giacca e cravatta e che svolgono un ruolo importante nella società.

Il sottobosco! L’area più zuccherosa e, proprio per questo, più inquietante e più difficile ad essere ben individuata e circoscritta.

Il problema a Terracina e sul territorio non è solo quello di individuare le persone o le imprese provenienti da Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e dal beneventano.

Il problema non è nemmeno soltanto quello di individuare e di neutralizzare quei tanti cravattai che si dice abbiano trovato terreno particolarmente fertile.

Ci sono bravi investigatori, a cominciare dalla Dr. Cascella e da qualche appartenente all’Arma, che stanno lavorando bene. Peccato che non altrettanto possiamo affermare della Guardia di Finanza che, purtroppo, fa poche verifiche di natura patrimoniale.

Ed è proprio su questo versante, oltreché su quello degli appalti e dei subappalti, che bisogna capire bene come stanno le cose. Da dove vengono i capitali. Chi sono eventualmente i politici che fanno da sponda. Ed i professionisti eventualmente!

Perché di questo si tratta, dell’”origine “ dei capitali che il più delle volte sono già al quarto-quinto passaggio e sono stati già “lavati” con la complicità di impresari, qualche funzionario di banca e così via.

Bisogna vedere quali sono gli input che vengono dall’alto. E, stando all’esperienza su Fondi, le premesse non sono del tutto rosee…

Ecco perché debbono essere i cittadini, le associazioni, quelli sani ovviamente, ad aprire gli occhi:

Abbiamo letto con piacere il documento recente dell’ASCOM.

Coraggioso, bello, preciso, come il suo Presidente locale, che è una persona perbene.

Facciamo rete, confrontiamoci, scambiamoci le notizie di cui ognuno di noi è in possesso già e, insieme, troviamone altre da trasmettere alla DIA, ai Ros, ai Gico, allo SCO, ai Servizi.

Perché se non facciamo questo, facciamo solo retorica che non porterà ad alcun risultato positivo.

A Terracina, come a Fondi, c’è troppa gente che “nega” la realta’ che sta sotto gli occhi di tutti. Collusi con la mafia? Mafia essa stessa? Non lo sappiamo. Bisogna scoprirlo.

Non aspettiamoci granché dalla “politica”, sempre o quasi silente sul tema e, quand’anche saltuariamente loquace, amante della genericità, quando, invece, è giunta l’ora di fare nomi e cognomi, citando fatti ed ambienti in odor di mafia.

Se vogliamo liberare Terracina dalle mafie, bisogna fare come si è cominciato a fare a Fondi, anche se… i Bruno Fiore sono più unici che rari. Purtroppo.

Gli strumenti ci sono e noi ci stiamo per questo, ma c’è bisogno di gente con gli attributi che cominci a… guardarsi intorno ed a segnalare fatti e non chiacchiere!

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