Terra dei fuochi, la beffa dei veleni in prescrizione.Tra “secretazioni” e burocrazia tutto rischia di finire a tarallucci e vino malgrado l’impegno di AG e investigatori ,qualcuno dei quali ci ha rimesso anche la pelle (Bisceglia,Mancini ecc).

Il Mattino, Venerdì 9 Settembre 2016

Terra dei fuochi, la beffa dei veleni in prescrizione

di Leandro Del Gaudio

Un anno e mezzo solo per trasferire gli atti in Cassazione, in attesa che venga fissata la data della prima udienza e che il fascicolo venga assegnato a una sezione specializzata. Detto in questo modo, il processo principale sulla Terra dei fuochi sembra solo un esercizio di stile, a dispetto della mole di lavoro sviluppata in questi anni da autorità giudiziaria e forze di polizia, ma anche da avvocati e consulenti di parte.

Parliamo del processo a carico dei Pellini, imprenditori acerrani accusati di aver inquinato un’ampia fetta di territorio agricolo, un tempo a pieno titolo «Campania felix», parliamo del processo dal quale sono state tratte sintesi giornalistiche e cinematografiche in stile «Biutiful cauntry». Ricordate le pecore nate deformi e le battaglie contro l’inquinamento da parte di associazioni ambientaliste e agricoltori locali? Ecco, su questo scenario è nato il processo agli imprenditori locali, istruttoria controversa che oggi – a distanza di almeno dieci anni – non ha ancora visto la parola fine. E, in attesa che i giudici della Suprema corte si riuniscano a chiudere il caso, sul processo principe alla terra dei fuochi incombe la parola prescrizione.

Una mannaia che ha consentito di defalcare alcune ipotesi di accusa, tra reati fiscali e la stessa associazione per delinquere, mentre a carico dei fratelli imprenditori resta in piedi l’accusa di disastro ambientale. E non va meglio nel corso di un altro processo cardine, parliamo dell’altro capo d’accusa a carico di manager e imprenditori privati, di funzionari pubblici e commissari di stato: è il processo alla discarica ex Resit di Giugliano, di recente approdato – dopo una lunga istruttoria di primo grado – alla condanna a venti anni di Cipriano Chianese, avvocato per anni dominus in materia di rifiuti, che di recente è tornato in cella proprio per effetto della sentenza dello scorso luglio. Anche qui la prescrizione potrebbe dare una spallata ad alcune ipotesi di accusa, anche qui i tempi non sono brevi e la prospettiva di approdare a una sentenza definitiva è abbastanza remota. Almeno quattro Procure sugli scudi – Napoli, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Napoli nord – i processi sui fuochi della Campania non fanno paura.

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