Terra dei fuochi, il primo boss pentito: “Si poteva fermare tutto 25 anni fa. Si sapeva tutto, c’erano nomi e cognomi. Non li hanno toccati”

“Abbiamo riempito di monnezza prima il nord e poi abbiamo scaricato al sud. Le navi? Partivano per la Somalia con armi e rifiuti. Ai magistrati spiegai ‘La monnezza è oro e la politica è una monnezza’”. E’ il racconto esclusivo che il boss Nunzio Perrella, pentitosi nel 1992, affida alla Gabbia. Questa sera, su La7, il reportage di Nello Trocchia sulla Terra dei fuochi, un anno dopo la grande mobilitazione ‘Fiume in piena’, si intrecciano storie di dolore e coraggio mentre i roghi continuano e di bonifiche neanche a parlarne. Perrella, per primo, raccontò ai magistrati il sistema di gestione criminale del pattume industriale. Vennero fatti i nomi e i cognomi, ma i processi finirono tutti in prescrizione. Oggi ha paura: “Potevamo distruggere tutto 25 anni fa. Ora lo stato, finito il programma di collaborazione, non mi ha dato una nuova identità e ho paura di morire”

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