Tangenti per gli appalti, 43 arresti, il governatore Fontana non si accorse della tentata corruzione e non denunciò

La Repubblica, 7 Maggio 2019

Tangenti per gli appalti, 43 arresti, il governatore Fontana non si accorse della tentata corruzione e non denunciò

Gli indagati sono 95 fra imprenditori e amministratori pubblici. Provvedimenti cautelari per il consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella e per il il sottosegretario della Regione Lombardia Fabio Altitonante. Richiesta d’arresto per il parlamentare Sozzani

di SANDRO DE RICCARDIS

MILANO – I carabinieri di Monza e la guardia di finanza di Varese hanno eseguito in Lombardia e Piemonte 43 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda milanese su due gruppi criminali operativi tra Milano e Varese costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, corruzione e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici.

Tra le 43 misure cautelari disposte dal giudice Raffaella Mascarino su richiesta della Procura di Milano, ci sono anche il consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella, candidato di Forza Italia alle Europee, e il sottosegretario azzurro della Regione Lombardia Fabio Altitonante. Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere e corruzione. I magistrati hanno anche presentato una richiesta di arresto per il parlamentare di Forza Italia Diego Sozzani, accusato di finanziamento

illecito ai partiti.

Il caso Fontana. A essere “parte offesa” nei tentativi di corruzione individuati dai pm antimafia di Milano il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il governatore non avrebbe però percepito i tentativi del ras varesino di Forza Italia, Gioacchino Caianiello, come istigazione al reato di corruzione e dunque non avrebbe denunciato il fatto. Nonostante ciò secondo l’accusa, Fontana non è considerato parte attiva nella corruzione. Negli scorsi giorni il governatore si è recato a Palazzo di Giustizia di Milano, ma, secondo quanto appreso, non per questioni riguardanti questa indagine, bensì per discutere riguardo al trasferimento a Milano del Tribunale dei brevetti europeo.

Nell’ordinanza è così riportato il tentativo di corruzione da parte di Gioacchino Caianiello e Giuseppe Zingale, che “proponevano al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana di riuscire a fare ottenere tramite l’ente Afol, di cui Zingale è direttore generale, consulenze onerose in favore dell’avvocato Luca Marsico, socio dello studio Fontana-Marsico”. Tutto questo, si legge nel documento, “in cambio del compimento da parte del presidente Fontana di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, e compiuti in violazione del dovere di imparzialità della pubblica amministrazione, consistiti nella nomina di Zingale alla direzione generale Istruzione Lavoro e Formazione della Regione Lombardia”.

“Non dico nulla, ho letto che io sono parte offesa. Quindi per rispetto della magistratura le cose che dovrò dire le dirò a loro”, ha dichiarato il governatore della Regione Lombardia. “Se incide sulla candidatura? Penso proprio di no – ha aggiunto Fontana uscendo dal Coni dove si è svolto un incontro sulla candidatura olimpica di Milano e Cortina ai Giochi invernali del 2026 – se c’è qualcuno che ha commesso degli errori non credo possa incidere sulla corsa olimpica”.

Le accuse ad Altitonante. Il consigliere regionale Fabio Altitonante, com’è stato ricostruito nell’ordinanza, “riceveva dall’imprenditore D’Alfonso, tramite un altro imprenditore, la somma di euro 20mila per fare ottenere il rilascio di un permesso a costruire, relativo a un immobile a Milano in via Allegrenza, sottoposto a vincoli paesaggisti, che è di proprietà della moglie dello stesso imprenditore”. Ancora, il politico di Forza Italia, candidato alle prossime Europee, “si era attivato presso il dirigente della direzione urbanistica del Comune di Milano Franco Zinna, per assicurarsi l’esito favorevole della predetta pratica urbanistica”. Lo stesso Zinna, “consentiva ad Altitonante, di ingerirsi sistematicamente nelle scelte di loro competenza, e di ottenere in violazioni dei doveri d’ufficio, informazioni sullo stato della pratica urbanistica”.

Le accuse a Tatarella. Per la procura il consigliere comunale Pietro Tatarella, incassava cinquemila euro al mese da Ecol service, attraverso una “consulenza professionale in realtà mai svolta” e “una serie di utilità tra cui pagamenti di biglietti aerei, di viaggi di piacere, uso di varie autovetture, la disponibilità di una carta di credito American Express”. Il politico “metteva D’Alfonso in contatto coi primari vertici amministrativi regionali e di Amsa”, l’azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Milano, “indicandogli di volta in volta i soggetti politici destinatari delle illecite erogazioni”. Era così che Tatarella “accreditava” l’imprenditore in questi ambienti, “assicurandogli un canale preferenziale con la pubblica amministrazione in vista della partecipazione a gare pubbliche”.

Complessivamente sono 95 le persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, finalizzata a corruzione, finanziamento illecito ai partiti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazioni per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abuso d’ufficio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto e responsabile della Dda Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno. Delle 43 persone destinatarie del provvedimento, firmate dal gip Raffaella Massacrino, 12 sono finite in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma. Di queste solo 9 sono accusate di associazione a delinquere. Sono duecentocinquanta i militari, tra carabinieri e finanzieri impegnati dalle prime luce dell’alba nell’esecuzione misure cautelari nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti.

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