«Tangenti del 2% su ogni appalto Anche i politici si facevano pagare»

 

Il Corriere della Sera, Mercoledì 5 aprile 2017

«Tangenti del 2% su ogni appalto Anche i politici si facevano pagare»

Rivelazioni di un imprenditore su Manutencoop. Gare sulla Sanità, 10 arresti a Napoli Le gare Consip«Mi dissero paga». La finta consulenza: «voto di scambio»

di Flavio Bufi e Fiorenza Sarzanini

«Per ottenere gli appalti pubblici Manutencoop paga sistematicamente una tangente pari al 2 per cento del prezzo di aggiudicazione»: l’accusa pesantissima arriva da uno degli imprenditori che lavora in consorzio con i vertici della cooperativa più grande d’Italia. E rischia di provocare un vero e proprio terremoto. Perché l’uomo, Pietro Coci, titolare della Euro Servizi, collabora con il pubblico ministero Henry John Woodcock da quasi un anno.

Le gare Consip

Coci ha già fatto i nomi di numerosi «politici, funzionari e militari della Guardia di Finanza» che avrebbero preso i soldi sui quali sono in corso verifiche e per questo nelle carte dell’inchiesta i passaggi che li riguardano sono coperti da omissis. E soprattutto ha svelato il funzionamento delle gare elencando quelle «truccate», soffermandosi sulla «gara Consip da 13 lotti per i servizi di pulizia». Ieri sono state arrestate dieci persone per le commesse della sanità partenopea — tra loro l’avvocato Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio, coinvolta nel 2015 nell’inchiesta su Vincenzo Mastursi, ex capo della segreteria del governatore della Campania Vincenzo De Luca — mentre l’ex direttore generale di Manutencoop Danilo Bernardi, ora responsabile della Divisione Internazionale, è stato sottoposto all’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.

La procura chiede l’interdizione

Ora l’indagine va avanti e la Procura ha chiesto l’interdizione di Manutencoop che tra l’altro è titolare di appalti come quello delle «Scuole belle» da un miliardo e 600 milioni di euro e quello della pulizia in decine di ospedali italiani. «Mi dissero paga» È il 19 maggio scorso quando Coci si presenta spontaneamente di fronte a Woodcock. Parla della commessa relativa all’ospedale Santobono di Napoli e alla richiesta di una tangente pari al 4% del valore. Poi aggiunge: «In relazione ai miei rapporti con i dirigenti Manutencoop preciso che subito dopo la richiesta di tangente del 4% incontrai i due dirigenti di Manutencoop Francesco Sciancalepore e Crescenzo Tirone spiegandogli i termini di tale accordo illecito; per la precisione incontrai prima l’uno e poi l’altro; ebbene rispetto alla richiesta di tangente i due menzionati “uomini Manutencoop”, dirigenti, “senza colpo ferire” e “senza fare una piega” mi dissero che erano d’accordo e che per loro di Manutencoop la prassi era di pagare sistematicamente, nel settore degli appalti pubblici, il 2 o il 2,5% del prezzo e non il 4. In ogni caso mi diedero pacificamente il via libera per la consacrazione del patto illecito».

La finta consulenza

Coci va oltre, racconta il meccanismo e chiama direttamente in causa il direttore generale Bernardi. «Nell’aprile del 2015 incontrai Sciancalepore negli uffici di Pozzuoli e mi disse che Bernardi gli aveva detto di non preoccuparmi e che la stessa Manutencoop avrebbe corrisposto la sua percentuale di tangente conferendomi un incarico di consulenza “fittizio” a fronte del quale mi avrebbe fatto un versamento di danaro e io avrei rilasciato una fattura per una prestazione evidentemente da me mai eseguita. E in effetti così è stato: a luglio del 2015 io ho incontrato di persona il Bernardi. In un primissimo tempo fece chiaramente finta di non sapere nulla, immediatamente dopo, fu proprio lui a propormi lo stesso escamotage, ovvero il conferimento a me di un incarico consulenziale fittizio (per un ammontare proprio di 25.000 euro) che doveva servire per pagare la suddetta tranche di tangente». Il «voto di scambio» Tra i capitoli affrontati da Coci c’è quello relativo «al voto di scambio con politici e amministratori».

Un filone investigativo aperto

Si tratta di un filone investigativo già aperto dopo l’arresto di Alfredo Romeo e tuttora esplorato dai magistrati che stanno esaminando tutti gli appalti vinti da Manutencoop. In una conversazione intercettata l’ex parlamentare Italo Bocchino affermava: «I mille pulitori sul territorio sono mille persone che quando voti si chiamano i dipendenti… Il pulitore che c’ha cento dipendenti, quello si chiama le cento famiglie e dice, senti… dobbiamo votare questo per questa ragione…». E nell’informativa i carabinieri del Noe scrivono: «Emerge chiaramente che gli appalti della Consip devono essere gestiti per favorire prevalentemente le cooperative in quanto rappresentano sia un bacino di voti dal quale poter attingere, e anche e soprattutto un modo lecito per finanziare la politica o il politico di turno».

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