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Terreni avvelenati dalla Camorra, l’associazione Caponnetto lancia un nuovo allarme.

“Chiediamo l’intervento dell’Ue”, l’appello rivolto anche al Molise

Continua il dibattito attorno alle dichiarazioni rilasciate in un’intervista da Carmine Schiavone, ex affiliato dei Casalesi, che ai microfoni di Sky Tg24 ha fornito una serie di informazioni circa la presenza di rifiuti altamente tossici nei terreni di mezza Italia.
Romano De Luca, responsabile per l’Abruzzo e il Molise dell’Associazione Caponnetto, rivolge un nuovo appello “a tutte le associazioni, organizzazioni e cittadini dei territori di Campania, Lazio Molise, Abruzzo e altre regioni italiane coinvolte negli interramenti di rifiuti tossici e radioattivi ad opera dei camorristi” affinché si facciano promotori di una “petizione alla Commissione europea per l’apertura di un’inchiesta con conseguente infrazione contro lo Stato italiano”.
“Quale responsabile della sezione Abruzzo e Molise dell’Associazione Caponnetto – scrive De Luca -, lancio un appello a tutti i comitati, associazioni, semplici cittadini delle regioni d’Italia massacrate dall’interramento di rifiuti tossici e radioattivi: uniamo le forze in modo da promuovere sui territori d’appartenenza una grande petizione da inviare alle Autorità europee affinché si apra un’inchiesta seria sui 20 anni di inaudito silenzio che ha portato a porre perfino il segreto di Stato sulle dichiarazioni di Carmine Schiavone, cosa – afferma De Luca – di una gravita spaventosa.
Ciò – continua il responsabile dell’Associazione Caponnetto -, ha ritardato, danneggiato e messo a rischio la salute dei cittadini italiani (secondo il pentito c’è il rischio di morte per 5 milioni di persone), cosa che comporterà come conseguenza l’apertura di un’infrazione contro lo Stato italiano, reo, per il tramite dei suoi rappresentanti, di aver determinato con le proprie omissioni un disastro ambientale ed una emergenza sanitaria che non ha pari in Europa.
Questo in aperta violazione degli articoli 9, 32, etc. della Costituzione italiana nonché delle Direttive che le autorità europee hanno emanato negli anni.
Mettiamo con le spalle al muro la classe politica – conclude Romano De Luca – pretendendo anche l’istituzione di registri tumori a livello provinciale”.

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