Suvvia, avanti con qualche operazione significativa contro i mafiosi in provincia di Latina. Ciò anche per ridare fiducia alla gente onesta e spronarla a collaborare con la Giustizia!

Si conoscono in gran parte nomi e cognomi, gli intrecci, le relazioni, le collusioni con politici.

Ora bisogna cominciare a chiudere il cerchio.

Urge dare qualche segnale forte, anche per svegliare un tessuto sociale sonnolento, omertoso, per cominciare a dimostrare che è passata la fase della disattenzione e dell’inerzia.

Finora si è fatto poco, molto poco in provincia di Latina e quel poco che è stato fatto lo si deve solamente agli interventi “esterni”, delle DIA di Napoli e Roma, degli altri corpi speciali e delle Procure di altre province e di altre regioni.

I duri giudizi espressi dai PM Diana De Martino e Francesco Curcio in occasione delle inchieste “Damasco” su Fondi ci bruciano sulla pelle.

C’è una parte, minoritaria sì ma attenta, sensibile e desiderosa di collaborare con la Giustizia, che attende un atto significativo, forte, rivelatore di una reale volontà di fare e di cambiare.

E’ la parte alla quale va ridata la fiducia nello Stato di diritto.

Cominciamo da Formia e da Gaeta.

Cominciamo ad individuare i nomi di quelle persone di Fondi che hanno nascosto i soldi a San Marino.

Suvvia, su Formia, su Gaeta, su Itri, su Sperlonga, su Fondi, Minturno ecc. riteniamo che ci siano già elementi per cominciare a dimostrare che lo Stato c’è ed è deciso a far rispettare le sue leggi.

Qualche operazione significativa contro i mafiosi rappresenterebbe psicologicamente, peraltro, uno sprone forte nei confronti chi crede ancora nella Giustizia ma che ha perso in parte la fiducia nelle istituzioni proprio perché queste finora si sono dimostrate lente, distratte e, qualche volta, colluse in qualche loro componente.

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