Super commissariato nel sud pontino, potenziata la Squadra Mobile di Latina.Il problema,a nostro modo di vedere, sono la collusione con parti della politica e delle istituzione,oltre che, l’economia mafiosa,gli investimenti,cioé,dei capitali mafiosi.A questi,poi,bisogna aggiungere la qualità dell’impianto investigativo perché se a capo dei presidi – che comunque vanno ristrutturati ed allocati in maniera più razionale-non mettiamo persone esperte e preparate in materia di lotta alle nuove mafie,tutto rimarrà come prima.Più fatti e meno chiacchiere,quindi.

Super commissariato nel sud pontino, potenziata la Squadra Mobile di Latina

Mercoledì 30 novembre 2016

di Clemente Pistilli

Nel sud pontino, dove operano potenti e pericolosi clan della camorra casertana e napoletana, verrà istituito un super commissariato e la squadra mobile di Latina verrà potenziata. Ad annunciarlo, nel corso della presentazione nel capoluogo pontino del rapporto “Mafie nel Lazio”, realizzato dalla Regione, è stato il questore Giuseppe De Matteis, il quale ha specificato di aver ottenuto tale risultato dopo aver sottoposto il “caso Latina” al capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Il questore ha poi definito eroi ed eroine nella lotte alle mafie i giornalisti, proponendo anche che lo Stato si faccia carico delle spese legali sostenute da quest’ultimi quando si accerta che vengono querelati a scopo intimidatorio dai clan. E ha anche assicurato che,dopo “Olimpia”, non è ancora finita.

In questi anni le forze dell’ordine hanno seminato – ha sottolineato De Matteis – e ora è arrivato il tempo della raccolta. Il vero volto criminale di questa provincia potrebbe rivelarci nuove sorprese”. Affermazioni fatte in un contesto in cui, oltre che di affari di mafia, molto si è discusso della contiguità della malavita con la pubblica amministrazione. Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha così proposto anche di mettere a punto nell’arco dei prossimi dieci giorni un protocollo per la legalità a Latina.

Il sindaco Damiano Coletta ha invece specificato che davanti a vicende come quelle emerse in Olimpia, al di là del dato strettamente processuale, non può non esserci condanna morale: “C’era un sistema che ha condizionato la storia di questa comunità”. La sua vice, Paola Briganti, ha poi aggiunto che da dicembre verranno portati avanti, sul fronte della legalità, progetti formativi e informativi.

Una provincia dunque, quella di Latina, dove la malavita, tanto quella comune quanto quella organizzata, è potente e radicata, dove troppo spesso la politica ha strizzato l’occhio o comunque ha cercato di minimizzare tali fenomeni, ma da cui è partita anche una riscossa morale.

Prima – ha sottolineato il presidente dell’Osservatorio regionale per la legalità, Gianpiero Cioffredi – uno come Costantino Cha Cha Di Silvio, capo dell’omonimo clan, allo stadio accompagnava le autorità in tribuna d’onore e il capo di gabinetto del sindaco, Gianfranco Melaragni, preparava un’interrogazione parlamentare contro il questore che denunciava un sistema di illegalità. Si pensava che tutto questo fosse normale ma non lo era”.

Ora, però, per contrastare il crimine, ha preso forma anche un metodo Latina, con i cittadini protagonisti insieme alle istituzioni in tale battaglia, come sostenuto dalprefetto Pierluigi Faloni.

Basta con gli atteggiamenti omertosi”, ha dichiarato Zingaretti. Un territorio ferito che sta reagendo? Le autorità ne sono convinte.

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