SULLA STORIA DEI RIFIUTI UN GRANDE SCANDALO NAZIONALE.LA GENTE MUORE,LO STATO E CERTA MAGISTRATURA LATITANO E FANNO FINTA DI NON VEDERE E SAPERE E GLI ASSASSINI MAGNANO

SULLA STORIA DEI RIFIUTI UN GRANDE SCANDALO NAZIONALE.LA GENTE MUORE,LO STATO E CERTA MAGISTRATURA LATITANO E FANNO FINTA DI NON VEDERE E SAPERE E GLI ASSASSINI MAGNANO.IL GRANDE BLUFF.IL PENTITO CARMINE SCHAVONE HA FORNITO L’ELENCO DELLE TARGHE E DEI PROPRIETARI DEI CAMION CHE TRASPORTAVANO I RIFIUTI TOSSICI CHE STANNO AMMAZZANDO LE PERSONE E NESSUNO LI HA CHIAMATI PER INTERROGARLI.L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO HA PRESENTATO A VARIE PROCURE DELLA CAMPANIA,DEL LAZIO ,DEL MOLISE VARI ESPOSTI E  NESSUNO SI MUOVE.E’ IMMINENTE LA PRESENTAZIONE DI UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A VARI MINISTRI ED AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PER  FAR LUCE SU TUTTO,.

L’INTERVISTA BOMBA. Gaetano Vassallo, ministro della camorra, su TERRA dei FUOCHI: “Quelli che facevano affari con me, fanno ancora i milioni nei rifiuti. E vi spiego il motivo vero di tutti questi incendi”

PARETE(g.g.) Anche Gaetano Vassallo, un altro sicuro “esperto della materia”, fa parte della schiera, sempre più numerosa di coloro i quali, da qualche tempo e ancor di più, all’indomani degli ultimi roghi, scatenatisi in provincia di Caserta (De Gennaro a Caivano in estate, Lea ad ottobre e Stir a novembre), ritengono che la matrice sia molto pratica, com’è sempre pratico il comportamento della camorra, a cui, prima di pentirsi, Gaetano Vassallo è appartenuto, svolgendo il ruolo di vero e proprio ministro dell’economia con delega al business dei business, cioè quello dei rifiuti, e anche a quei mondi, che, alla camorra, sono stati contigui, quelli delle imprese che hanno macinato miliardi, lavorando nel settore della monnezza, mai come in questo contesto d’oro, anzi, di platino.

Motivazione concretissima quella del “metodo rom“. Solo che mentre gli zingari incendiano i rifiuti dopo averli accumulati per creare spazio per quelli successivi, non ricavandoci alcun vantaggio economico, nel caso degli incendi, sviluppatisi in tutta Italia e in special modo in Campania, gli spazi liberati azzerano, resettano le condizioni affinchè la monnezza possa essere di nuovo stoccata, depositata negli enormi spazi “liberati” dalle fiamme.

Il che rimette in moto totalmente il sistema delle mega commesse, riguardanti soprattutto il trasporto. E allora bisognerebbe andarli a vedere gli elenchi delle imprese che fatturano a 7 e a 8 zeri in questa attività lucrosissima. Noterete una grande densità di soggetti residenti tra Villa Literno, Casapesenna oppure non residenti in queste aree o anche in quella della provincia di Napoli a più alta densità camorristica, ma che da questi luoghi provengono, pur avendo impiantato le loro imprese in sedi, più o meno apparenti, in quel di Roma, di Milano eccetera.

Siccome Gaetano Vassallo queste cose le conosce e le conosce bene propende, come ha dichiarato, in una recente intervista al quotidiano dei vescovi Avvenire, che non sapendo più dove mettere questa enorme massa di rifiuti, “si bruciano, sia al Sud che al Nord. Gli impianti sono saturi, gli interessi sono tantissimi.”

Vassallo dissipa ogni residuo dubbio sulla conoscenza diretta degli scenari attuali, quelli attinenti all’economia a dir poco ombrata che ruota attorno ai rifiuti, sempre un grande affare, oggi come ieri. “Molti imprenditori che facevano affari con me ancora operano. E, guarda caso, ci sono anche alcuni proprietari di siti dove sono scoppiati gli incendi.

Non c’è la camorra in mezzo. È solo una questione di gestione dei rifiuti. Gli impianti si intasano, non sanno più che fare, non sanno più dove metterla quella roba e l’operazione più facile è bruciarli. Il fuoco cancella tante cose. Altrimenti non si spiegherebbero questi incendi. Anche quelli a Milano. È la stessa cosa. Muovere i rifiuti ha costi elevatissimi. Il fuoco distrugge tutto e risolve tutto.”

Concetti chiari. Vassallo dice che la camorra, secondo lui, non c’entra, ma è chiaro che il concetto di camorra, così come lui l’ha conosciuto si è significativamente modificato e oggi camorra propriamente detta, potrebbe essere tranquillamente considerata quella costituita dal mondo delle imprese, strutturate per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, che dei grandi boss sono state autentiche cinghie di trasmissione.

L’imprenditore dell’agro aversano aggiunge, poi, una cosa importante: “Alcuni degli imprenditori coinvolti negli incendi di questi mesi sapevano chi ero, gli facevo cortesie, intervenivo a loro favore per fargli aggiudicare gli appalti, gli facevo miliardi di fatture false. Tutti stanno ancora lavorando, non hanno avuto nessun problema. Io per fortuna ho lasciato tutto da dieci anni. Ma loro sono sempre quelli. E lavorano ancora. Farà bene a chi gestisce il sistema dei rifiuti.“.

Vassallo ha fatto sicuramente i nomi e i cognomi ai magistrati della dda che conoscono dunque bene il punto di vista del pentito e probabilmente stanno trovando ancora oggi riscontri per provare a sradicarli dal sistema. Comunque, si può anche intuire a chi Vassallo si riferisca.

Non sanno più dove portare i rifiuti – risottolinea – e allora bruciano. Questo è un settore in cui si concentrano interessi economici enormi sia per quanto riguarda il pubblico, che per quanto riguarda il privato.”

Leggendo le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, fa riflettere l’utilizzo del verbo “portano” che lascia immaginare un riferimento chiaro alla necessità dei trasportatori che saldano le medesime con quelle di settori della politica o dell’amministrazione pubblica, nazionale o locale che, di fronte allo spettro di una nuova emergenza dei rifiuti, della monnezza per le strade, finisce per chiudere un occhio e forse anche due.

Perchè, mentre il paese si trastulla nelle solite battaglie chiacchierologiche sulle minacce del’inquinamento, sugli avvelenamenti, sulla terra dei fuochi veri e dei fuochi fatui, questa è gente pratica, praticissima che non sta appresso agli eterni ciurlatori nel manico. Qui da noi, come dice Vassallo, come a Milano, dove discariche e siti di stoccaggio bruciano esattamente come bruciano al sud, a dimostrazione che esiste un filo rosso degli interessi camorristici, mafiosi, ndranghetisti, o, se preferite, para camorristici, para mafiosi o para ndranghetisti che tiene unito un sistema costituendolo come un unicum o, al più, come una federazione di interessi.

Beh, se lo acchiappiamo noi Gaetano Vassallo, qualche domandina più ficcante rispetto ai 7 piani di morbidezza applicati dal giornalista dei vescovi italiani, gliela porremo senz’altro.

 

11 Novembre 2018

fonte:https://casertace.net/

 

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