Subbuglio a Terracina. E, intanto, la politica tace sulla presenza mafiosa

SUBBUGLIO A TERRACINA

I segnali sono inquietanti.

Lo stiamo denunciando da anni.

A noi non interessano le vicende politiche.

Se le sbrighino fra loro.

A noi interessa altro.

A cominciare dalla disattenzione del mondo politico in generale nei confronti della questione criminale, che per noi rappresenta la prima emergenza e per altri no.

Punto.

Rita Cascella, la simpatica ed ottima dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Terracina, un’investigatrice che ha naso, ha lanciato l’allarme, esponendosi, peraltro, alle ire di chi, a livello politico, non vuole che si parli di queste cose.

Politica maledetta, questa, che rafforza il nostro convincimento secondo cui la mafia, se si vuole combattere veramente, va contrastata tagliando i suoi legami, se non le sue sovrapposizioni, con pezzi della politica e delle istituzioni.

E’ là che va individuata e colpita la vera mafia, quella dei “ colletti bianchi”, quella economica, del business.

Molti ci domandano sempre: ma com’è che i negozi non sono più gestiti dai terracinesi? Ma com’è che quasi tutti i lavori privati e pubblici sono effettuati da ditte che provengono dal casertano? Ma com’è che in taluni alberghi, bar, supermercati, banche, finanziarie e quant’altro non si sente parlare né terracinese, né romano? ma com’é… ? Ecc. ecc.

E, poi, che c’è dietro il suicidio dell’ex Segretario Generale?

I cittadini, quelli più svegli ed informati, se le fanno queste domande e le fanno.

Alcuni cronisti-dobbiamo dare atto, in particolare, a quelli di Latina Oggi e de La Provincia- trattano abbondantemente e molto bene l’argomento. Gliene siamo grati.

Sappiamo che le forze dell’ordine –Polizia di Stato e Carabinieri soprattutto – stanno lavorando bene e non finiremo mai di ringraziarli.

Quello che stupisce, però, è il silenzio tombale a livello politico!

E c’è anche qualcuno che… oltre a non parlare, mostra di… non vedere e non sentire…

Come se il problema non esistesse proprio!

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