Subappalti alla camorra anche in provincia di Latina

Appalti edili, anche da parte di enti pubblici, ottenuti grazie alla forza loro derivante dai rapporti con il clan dei Casalesi, gruppo Bidognetti, e riciclaggio del denaro della camorra in immobili, ricorrendo spesso a prestanome per intestare i beni sospetti.

L’inchiesta della Dda di Napoli, condotta dal Gico della Guardia di finanza, concentrata sulle infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione de L’Aquila e poi allargatasi agli affari della camorra a Caserta, nel Lazio e in Toscana, ha investito la provincia di Latina. Sei gli arresti eseguiti ieri e sequestrati beni per 100 milioni di euro. Gli inquirenti hanno monitorato le operazioni portate avanti per anni dagli imprenditori edili, Raffaele e Giuseppe Bencivenga, entrambi di Cesa, ritenuti legati a doppio filo ai Casalesi, e accertato così come Raffaele Bencivenga, arrestato ieri, avesse svolto numerosi lavori in provincia di Latina – nello stesso capoluogo pontino, in via Coletta, e a Ventotene – e ottenuto un subappalto dal Comune di Sperlonga (intercettato un fax del 3 febbraio 2009) per realizzare una casa alloggio per anziani, lavoro assegnato inizialmente a una ditta di Latina. Bencivenga avrebbe inoltre acquisito numerose proprietà in terra pontina, intestandone alcune al suocero, Antonio Ferone, 73enne residente a Sabaudia, anche lui indagato per intestazione fittizia di beni. Un pentito, Gaetano Vassallo, ha anche raccontato di come Raffaele Bencivenga, nel 2000, avesse subìto un’estorsione da alcuni nomadi per lavori che stava realizzando a Latina e risolto il problema grazie ai Casalesi. Bencivenga era inoltre interessato ad acquistare immobili a Gaeta. Ieri il Gico ha sequestrato immobili a Sabaudia, in località Arciglioni, traversa via Grecia, ritenuti intestati fittiziamente a Ferone, al quale ha sequestrato anche, per lo stesso motivo, quote societarie, rapporti finanzieri con una banca di Aversa e un’Audi Q7. Sempre a Sabaudia sequestrati poi immobili in via Cesare del Piano, ritenuti intestati fittiziamente a Loredana Varletta, moglie di Giuseppe Bencivenga. A Itri, infine, sequestrato un terreno di Raffaele Bencivenga e uno di Giuseppe Bencivenga, in località Bucefalo. Da evidenziare comunque che l’indagine è in corso è tutti i protagonisti della vicenda devono essere ritenuti innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva contraria.

Mariangela Campanone
(Trqatto da Il Tempo – Latina)

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