Strage delle Fontanelle. Il boss dei Barbudos ed il killer rinunciano al Riesame

FAIDA DI CAMORRA NELLA SANITA’
Strage delle Fontanelle. Il boss dei Barbudos ed il killer rinunciano al Riesame
Troppo schiaccianti le accuse a carico dei due esponenti del clan Esposito: restano nel carcere di Voghera

di Matteo Giuliani

SANITA’. Hanno rinunciato al Riesame e quindi restano in carcere Antonio Genidoni, ritenuto il reggente del clan dei Barbudos e il suo parente Emanuele Salvatore Esposito, considerato dagli inquirenti il killer della tragedia di via Fontanelle nel rione Sanità. Troppo schiaccianti le accuse a carico dei due esponenti del clan Esposito di cui i principali esponenti erano il boss Pierino e suo figlio, Ciro detto “O’Spagnuolo”, ammazzato rispettivamente a novembre e gennaio dell’anno scorso. Genidoni ed Esposito, detenuti attualmente nel carcere di Voghera in provincia di Pavia, preferiscono aspettare il processo.

Nei loro confronti ci sono gravissime accuse derivanti dalle intercettazioni che le forze dell’ordine hanno ascoltato grazie ad una microspia piazzata nell’abitazione di Genidoni a Milano, dove il boss stava scontando gli arresti domiciliari. È proprio da lì che il giovane a capo della cosca dei Barbudos ha organizzato la strage di via Fontanelle dove sono stati ammazzati due esponenti di spicco del clan Vastarella e feriti altri 3. La reazione degli avversari fu il duplice omicidio di Marano dove a morire furono il padre e il fratello di Emanuele Esposito.

Proprio quest’ultimo agguato voleva essere vendicato dal gruppo di Genidoni. Gli investigatori però riuscirono a fermare la loro azione criminale arrestando Genidoni, Esposito, Addoralata Spina ed Enza Esposito, rispettivamente mamma e moglie del boss Barbudos. Oltre all’arresto degli ultimi ras della cosca, il clan Esposito risulta indebolito per la morte di Raffaele Cepparulo, ucciso a Ponticelli il 7 giugno, e l’arresto di qualche giorno fa di Alessandro Daniello considerato dagli inquirenti il basista della strage di via fontanelle.

18/06/2016

fonte:www.internapoli.it

Archivi