Strage A16: chiusa l’inchiesta per 15 indagati. Ci sono i vertici nazionali di Autostrade spa.

Strage A16: chiusa l’inchiesta per 15 indagati. Ci sono i vertici nazionali di Autostrade spa – Il Ciriaco

40 vittime innocenti, vertici Autostrada indagati ma nessun TG ne dà la notizia , Caro Renzi ma veramente la festa è finita o è cambiata solo la Musica ???????????
In un paese civile arriverebbero le dimissioni ed  invece in Italia fanno carriera.
Questa è l’immagine di Autostrada e cosa ne pensa Benetton???
Un plauso alla magistratura e al Procuratore Capo dott. Cantelmo.

Quindici in tutto gli avvisi di conclusione indagini notificati dalla Procura della Repubblica di Avellino per la Strage del viadotto di Acqualonga a Monteforte, che il 28 luglio 2013 costò la vita a quaranta persone. Tra i nomi eccellenti finiti nel mirino degli inquirenti avellinesi anche i vertici di Autostrade per l’Italia, in particolare quello dell’amministratore delegato della società Giovanni Castelluccio, indagato insieme al direttore generale Riccardo Mollo. Varie le accuse nei confronti dei 15 indagati per l’incidente automobilistico più grave registratosi dalla fine del secondo dopoguerra ad oggi: disastro doloso, omicidio plurimo colposo, omissione e falso in atti di ufficio.
A coordinare le indagini il Procuratore Rosario Cantelmo e i sostituti Cecilia Annecchini e Adriano Del Bene. Tra gli indagati i vertici nazionali di Autostrade per l’Italia, i componenti della direzione centrale della società, i responsabili del Sesto Tronco di Autostrade. Per loro l’accusa è di non aver provveduto alla sostituzione di tronchi dell’A16 non a norma al momento del fatale impatto del pullman turistico, e di non aver provveduto ad interventi di riqualificazione dal km 26 al km 50 fino al 2013. Dieci i nomi dei funzionari di Autostrade per l’Italia che si aggiungono a Castelluccio e Mollo: si tratta di Giulio Massimo Fornaci, Marco Perna, Antonio Sorrentino, Michele Renzi, Paolo Berti, Nicola Spadavecchia, Bruno Gerardi, Michele Maietta, Gianluca De Franceschi, Gianni Marrone. Nomi che si aggiungono a quello di Gennaro Lametta, fratello dell’autista del bus morto insieme ai suoi passeggeri e titolare dell’agenzia di viaggi che noleggiò il mezzo della morte, e i funzionari della Motorizzazione Vincenzo Saulino e Antonietta Cerioli, arrestati a luglio scorso, con l’accusa di aver falsificato il documento di revisione del bus, in realtà mai sottoposto a controllo nonostante avesse percorso 800mila chilometri. Gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare le loro memorie difensive e chiedere di essere interrogati prima della richiesta di rinvio a giudizio. Ma le accuse sono gravissime: gli inquirenti scrivono che tutti i dipendenti di Autostrade «avevano l’obbligo giuridico di impedire il gravissimo incidente stradale».

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