Stiamo dando un volto “nuovo” all’Associazione, più aggressivo, più significativo. Aperti tre sportelli antiracket in Campania, rafforzata la presenza in Molise e fra poco anche nell’Abruzzo.

Pastena, Terracina, Formia ed il 27 ottobre a Cassino:

le tappe di un cammino che stiamo facendo nelle zone più “calde”, infestate dalla camorra.

Pastena, in provincia di Frosinone, ma appena a ridosso di Fondi e paese natio del Capitano Fedele Conti morto proprio a Fondi in circostanze drammatiche e dove si sospetta che i Casalesi abbiano interrato rifiuti tossici.

Un doppio significato!

Terracina, la città dove i Casalesi ed i Mallardo sono di casa, come Formia-dove, però, ci sono TUTTI, ma proprio TUTTI – e Cassino, il cui territorio vogliamo cominciare ad aggredire e, ciò, anche per sbugiardare quei sepolcri imbiancati che fino a qualche tempo fa si ostinavano a negare che nel Cassinate ci fosse la mafia.

Tutt’al più, ci diceva qualcuno, c’è il riciclaggio di denaro sporco; come se questo lo facessero le persone perbene!

I nostri, però, non sono i soliti convegni, con persone, cioè, che la mafia la leggono solo nei libri e sui giornali e che non sanno niente di niente di essa in sostanza.

I nostri convegni sono caratterizzati dalla presenza esclusiva, come relatori, di magistrati antimafia, di esponenti delle forze dell’ordine e di giornalisti d’inchiesta.

In un confronto serrato e continuo con la gente che vuol starci.

Niente parolai e niente passerelle di individui che, al più, combattono la mafia solo a parole.

Gente “tosta”, gente che sta in trincea e che combatte i mafiosi scovandoli uno per uno, indagando, denunciandoli ed arrestandoli.

Andiamo nei covi dei mafiosi per vari motivi:

per far vedere ad essi che lo Stato, quello sano, c’è e sa della loro presenza, disposto a stanarli e ad arrestarli.

Poi, anche per scuotere le coscienze dei cittadini locali e combattere l’inerzia, spesso, delle istituzioni locali, come a Cassino dove tutta la nostra azione tenderà da oggi in avanti – dopo che il governo ha CERTIFICATO il radicamento mafioso “ salvando “perciò dalla soppressione decretata per molti altri presidi giudiziari- a rivitalizzare una Procura della Repubblica che finora è apparsa alquanto distratta rispetto al fenomeno mafioso.

Vogliamo dare, insomma, un volto più aggressivo alla nostra Associazione e stimolare istituzioni locali e società civile a fare altrettanto.

Vogliamo rendere l ‘azione dell’ Associazione Caponnetto estremamente incisiva, significativa al massimo, bandendo la retorica, la sociologia, le narrazioni ed affrontando i temi VERI della lotta alle mafie, a cominciare dall’inefficienza e, spesso, dalla collusione con le mafie, di talune istituzioni locali, dal malaffare che corrode molta parte della politica ecc. ecc.

Stiamo immettendo linfa nuova nell’Associazione, immettendo ed impegnando amici combattivi, con le idee chiare, liberi da schemi di sorta e che sanno che dobbiamo combattere le mafie e non trattare bruscolini.

Gente “tosta”, consapevole al massimo del valore di quanto dobbiamo fare, non con un piede qua e l’altro di là.

Stiamo, insomma, rafforzando le strutture, selezionando il personale dirigente e facendo capire a chi vuole venire con noi che si deve lavorare seriamente per difendere lo Stato di diritto, la Giustizia, quella vera, e la democrazia.

Stiamo aggredendo i punti “caldi”, Gaeta, Formia, Terracina, Fondi, Isernia, Cassino, con l’aiuto di amici che non amano fare chiacchiere e che fanno le cose sul serio.

Cominceremo fra poco ad impegnarci anche sui territori storici dei Casalesi, l’aversano, dove, grazie ad alcuni sindaci puliti e coraggiosi, abbiamo già aperto tre sportelli antiusura ed antiracket.

E rafforzeremo il nostro impegno anche nel Molise ed in Abruzzo.

Stiamo dando un volto “nuovo” alla nostra Associazione, un’Associazione che fa e vuole fare sempre di più della VERA antimafia, in piena e leale collaborazione con quella Magistratura e quelle forze dell’ordine che sono impegnate seriamente a combattere le mafie.

Come, appunto, chiedeva a gran voce Paolo Borsellino che, rivolgendosi alle gente onesta, le chiedeva di non lasciare soli magistrati e forze di polizia.

Aiutateci!

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