Stati generali dell’antimafia a Roma. Conclusi a Roma i lavori degli Stati Generali

Si è concluso Contromafie, Stati generali dell’antimafia, tenutesi a Roma dal 23 al 25 ottobre. L’intensa tre giorni ha visto la partecipazione di numerosi personaggi del mondo politico, della magistratura, dell’associazionismo antimafia e della società civile. Un momento di confronto propositivo alla fine del quale è stato elaborato un manifesto degli stati generali dell’antimafia. Un documento frutto dei laboratori organizzati da Libera su diversi temi tutti inerente al contrasto delle mafie. Tra i punti fondamentali del documento la promozione di una legge di iniziativa popolare per l’introduzione nel codice penale dei delitti contro l’ambiente, la modifica del 416 ter( voto di scambio), l’istituzione di un’agenzia unica di gestione dei beni confiscati, la creazione di un’authority indipendente contro la corruzione con poteri ispettivi e di controllo, l’estensione a livello europeo la legge 109/1996 che prevede il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie,la garanzia di spazi, nei palinsesti Rai,dedicati all’informazione e all’approfondimento dei grandi problemi sociali del Paese, l’introduzione del reato d’intermediazione per contrastare il riciclaggio, l’adozione di un codice etico che impedisca la presenza nelle istituzioni di uomini condannati o rinviati per gravi reati, l’istituzione della figura del tutor, come unico punto di riferimento, per il testimone di giustizia e la dedica, tramite provvedimento legislativo, della giornata del 21 marzo alla memoria di tutte le vittime delle mafie. Per le vittime si chiede anche l’armonizzazione della normativa esistente per ” garantire un effettivo riconoscimento, in sede civile, del danno biologico, di relazione e morale”. Nel Manifesto si parla anche di migranti, vittime anch’essi del sistema mafioso, sfruttati e gettati, respinti e discriminati.

Nel documento il popolo antimafia si propone di tutelare i migranti vittime della tratta, di combattere il caporalato e il lavoro nero. Ma chiede anche che venga istituita, come prevede una direttiva Onu, la commissione nazionale dei diritti umani, per garantirne il pieno ed effettivo rispetto, a partire da quelli dei migranti. Il Manifesto è stato letto dall’attore Libero De Rienzo, interprete di Giancarlo Siani in Fortapasc, davanti all’ Auditorium di via della conciliazione gremito di gente. Nella giornata d’apertura significativo è stato l’intervento di Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia. << Bisogna scegliere da che parte stare senza ambiguità- ha dichiarato Grasso>> . Il Procuratore, inoltre, ha tuonato contro chi qualche tempo fa aveva etichettato la riapertura delle indagini sulle stragi del ’92-’93 come uno sperpero di denaro pubblico invitandolo ad andare dai familiari delle vittime a confrontarsi con il loro dolore. Alla fine del suo intervento Grasso ha ceduto all’emozione generata dal ricordo doloroso delle tante ingiustizie che ancora non hanno colpevoli. La decisione di non sciogliere il comune di Fondi è stata al centro dell’intervento del presidente della provincia di Roma Zingaretti il quale ha definito la scelta del Governo e di Maroni un grave errore. Ad aprire gli interventi istituzionali degli Stati generali dell’antimafia il discorso del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ricorda Borsellino,”un grande uomo”, e mette in guardia dalla recente scoperta delle pervicaci infiltrazioni nel Lazio. Recenti? Forse Alemanno dimentica o ignora che è un fenomeno ormai consolidato da decenni. Un caloroso applauso è stato rivolto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con le sue parole ha alimentato la speranza di un futuro affrancato dalle mafie affermando che la criminalità organizzata sarà sconfitta grazie all’azione dello Stato e all’impegno della società civile. Non particolarmente felice l’uscita di Mantovano, sottosegretario all’Interno presente al posto di Pisanu( presidente commissione antimafia e assente a Contromafie), il quale nel suo intervento oltre a esporre le misure antimafia varate dal Governo parla di esubero di orfani vittime delle mafie.

Un termine non proprio adatto al dolore e alla sofferenza. Mantovano è stato l’unico ad essere contestato quando ha toccato il delicato argomento testimoni di giustizia. Una profonda e sentita emozione ha travolto tutti gli ospiti dell’auditorium quando ha preso la parola Stefania Grasso per ricordare il padre, Cecè Grasso un imprenditore ucciso perché si rifiutò di pagare il pizzo, e per descrivere i percorsi di riappropriazione della memoria perduta da parte dei tanti familiari di vittime delle mafie. Cecè ha pagato con il sangue la sua onestà. Una storia come tante in Calabria, ma che Stefania ha riportato in vita grazie al suo impegno. Infine la parole di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che hanno messo il sigillo sulla seconda edizione di Contromafie 2009. Ciotti critica la repressione contro i migranti definendo “mostro giuridico” il reato di clandestinità, ricorda i giornalisti spazzati via dal cinico sistema mafioso, si scaglia contro lo scudo fiscale e l’abolizione delle norme introdotte dal Governo Prodi in tema di evasione fiscale. E conclude la tre giorni con un verso di una poesia di padre Davide Maria Turoldo, morto nel 1992: “lo spirito è l’universo che non lascia dormire la polvere”. << Tocca a noi non far dormire la polvere- incalza Don Ciotti>>.
Giovanni Tizian

(Tratto da Rivist@)

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