Solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore coraggio che fece arrestare Cosentino – cs

comunicato stampa

 

Solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore coraggio che fece arrestare Cosentino

L’Associazione Antimafia Caponnetto esprime solidarietà a Luigi Gallo, l’imprenditore che con le sue dichiarazioni aveva sollevato il velo su un sistema di potere e fatto arrestare l’ex sottosegretario Nicola Cosentino. Il fondo antiracket del Viminale gli aveva riconosciuto 400 mila euro per l’avvio della sua attività. Oggi per una lungaggine burocratica è stato revocato a Gallo il contributo che gli era stato assegnato dallo Stato come vittima di racket e usura.

 

La vicenda è dettagliata in un articolo a firma Gianmaria Roberti pubblicato sull’Espresso del 30 maggio scorso.

 

Riconosciuto come vittima dal fondo antiracket del Viminale, ma beffato dalla burocrazia, arriva a perdere oltre 400.000 euro vincolati all’avvio della sua attività. E’ – si legge nell’articolo – la storia kafkiana di Luigi Gallo, il “grande accusatore” di un sistema di potere in odor di camorra: con la sue denunce fece arrestare due anni fa 13 persone. In carcere finirono l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, accusato di essere “il referente nazionale del clan dei Casalesi”, e i suoi due fratelli Antonio e Giovanni. L’indagine partita dalle dichiarazioni di Gallo ha già portato alle condanne di Antonio e Pasquale Zagaria, fratelli del superboss Michele, le cui posizioni furono stralciate. Secondo la Dda di Napoli, Gallo fu vittima di un network orchestrato dai tre Cosentino, che impedì l’apertura del suo distributore di benzina nel Comune casertano di Villa di Briano. 

Alla sbarra oggi ci sono funzionari pubblici, alti dirigenti di società petrolifere e l’ex prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi. Ma c’è l’esatto rovescio di una vicenda ritenuta esemplare, per un imprenditore che non volle piegarsi a presunte minacce mafiose e vessazioni. A causa di un contenzioso con l’Anas, Gallo non ha mai aperto la sua pompa di benzina, che attende il taglio del nastro dal 2002. Il gestore delle rete autostradale non rilascia il nullaosta, considerando decaduta la vecchia concessione e non più a norma l’impianto, dopo le nuove regole sulla sicurezza degli accessi stradali ai distributori. Nel tira e molla legale, pochi giorni fa è notificata la revoca della somma erogata alle vittime di racket e usura: sono scaduti in 12 mesi per l’utilizzo. Un patrimonio che venne concesso dopo i rituali accertamenti della prefettura di Caserta e della Direzione distrettuale antimafia, per i quali Gallo è sempre stato un testimone inattaccabile. Con una mano lo Stato dà, con l’altra toglie. (…)

“Se guardate l’elenco degli imputati – afferma Delio Iorio, legale di parte civile al processo – capirete che contro Gallo c’è una concentrazione di poteri forti, asserviti ai Cosentino. In più, ora deve fronteggiare l’atteggiamento dell’Anas, che a tutti i distributori concede anni per adeguarsi alla nuova disciplina sugli accessi, ma a lui dice: o ti adegui subito o non apri”. E lui non ha aperto più.

 

Roma, 2 giugno  2016

 

Associazione Antimafia Caponnetto

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