Sito ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Condividiamo il grido di protesta e di dolore di questa nobile categoria di cittadini  che hanno esposto la loro vita a  pericoli di ogni genere  per schierarsi dalla parte della legalità contro le mafie,anche  di quella parte di costoro che con ostinazione non hanno voluto riconoscere  quanto ha fatto  a loro favore l ’Associazione Caponnetto e hanno,invece,voluto dar credito alle promesse di altri e di esponenti del PD e del NCD.

Purtroppo,a pagare per la tanta fiducia malriposta da parte di taluni nei confronti di coloro che dicono di stare dalla parte di coloro che combattono contro le mafie ma che  in effetti stanno oggettivamente con queste,sono tutti gli altri e questo ci fa soffrire e non poco.
Ma nella vita bisogna sempre stare molto attenti ,prima di riporre fiducia in questi o quelli.Perché se si sbaglia,questi sono i risultati ed a pagare,poi,sono tutti gli altri.
Tutti gli impegni assunti dai vari esponenti dei partiti sopraindicati si sono rivelati delle vere e proprie bufale,delle prese in giro e oggi non c’é che da prenderne atto per riprendere,con molta umiltà e senza alcuna voglia di protagonismi  personali e strumentalizzazioni  di sorta  come  talvolta si é fatto,tutti uniti,quell’azione di ferma protesta davanti ai palazzi romani che é l’unica valida per sbugiardare lorsignori e metterli con le spalle al muro per obbligarli a comportarsi con serietà di fronte a tutti e,in particolare,di fronte a chi ha messo e mette a repentaglio la vita propria e dei suoi cari per combattere le mafie.
Ce lo auguriamo di cuore e noi dell’Associazione Caponnetto restiamo sempre a disposizione di tutti ,anche –lo ripetiamo – di coloro,pochi,pochissimi in verità,- che non  ne hanno voluto apprezzare l’opera pur essendo essa stata l’unica che non li ha mai voluti abbandonare.

ANSA/ Testimoni giustizia, al palo legge su assunzioni in P.A.

Pino Masciari, revocata la scorta, aspetto vendetta ‘ndrangheta
19:08 – 27/03/2015

(ANSA) – ROMA, 27 MAR – Lungamente attesa, il 7 febbraio scorso è stata pubblicata la legge che doveva assicurare un lavoro nella Pubblica amministrazione ai testimoni di giustizia, ovvero a coloro che hanno denunciato racket, estorsioni, criminalità, omicidi. Ma di queste assunzioni non si vede l’ombra. E ad uno storico testimone di giustizia, il calabrese Pino Masciari, che ha fatto arrestare e condannare decine di capi e gregari di importanti famiglie ndranghetiste, oggi è stata tolta la scorta.

“Lo Stato oggi mi ha notificato, a me che ho denunciato il sistema ‘ndranghetista e le sue collusioni, la revoca delle misure di protezione e di scorta. Vergogna! Lo Stato mi ha abbandonato e mi punisce. Aspetto che la ‘ndrangheta bussi alla mia porta, perché così sarà; la sua puntualità è indiscutibile, quando deve presentare il conto”, dice oggi preoccupato Masciari. E denuncia anche di aver presentato da tempo richiesta allo Stato di dare attuazione ad una serie di impegni assunti in seguito ad una sentenza del Tar del Lazio del 2009 e che riguardano, tra le altre cose, anche la sicurezza, “richieste ad oggi inascoltate e rimaste senza esito”.

Dal canto loro i testimoni di giustizia campani hanno oggi scritto una lettera al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. “Tempo fa – scrive Luigi Coppola, coordinatore del gruppo di testimoni di giustizia campani – il viceministro all’Interno Filippo Bubbico affermò che la legge non era un toccasana immediato e che sarebbe servito un decreto d’urgenza per far sì che si prevedesse una sorta di vitalizio ai testimoni fino ad assunzione avvenuta. Dove e finita la proposta?”. Anche per l’imprenditore antiracket Ignazio Cutrò, presidente dell’Associazione nazionale testimoni di giustizia, “la legge che prevede l’assunzione dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione è rimasta al palo mentre le istituzioni tacciono. Il contrasto alle mafie più che una realtà concreta appare un modello di assoluta inadeguatezza. Il modello italiano di lotta alle mafie è un modello “stanco e surreale”, fatto di pacche sulle spalle e di seminari autoreferenziali, dove si annunciano promesse poi puntualmente smentite”.

Il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare Antimafia e coordinatore del gruppo di lavoro dell’Antimafia sui testimoni di giustizia e le vittime di mafia, invita la Commissione Antimafia a riaprire l’inchiesta sulle vittime di mafia e i testimoni di giustizia. “Ad oggi – spiega – i testimoni di origine siciliana non hanno ancora firmato nemmeno un contratto, quelli di origine non siciliana sono rimandati a Settembre per la prima ricognizione di posti disponibili nella pubblica amministrazione. C’è chi come Masciari – prosegue il deputato Pd – reclama soltanto l’attuazione di una sentenza del TAR del 2009 e che per tutta risposta si vede revocare la scorta, che però gli viene mantenuta in Calabria. Come se non ci fosse la ‘ndrangheta in Piemonte. Sembra piuttosto un messaggio in codice: Masciari, tu in Calabria non ci devi più mettere piede. C’è chi come Francesco di Palo chiede che gli venga restituita una piccola somma dovuta, che servirebbe a fare fronte ad impellenti spese sanitarie. Niente”. “I testimoni di giustizia sono meno di 100 persone – conclude Mattiello – come è possibile non dar loro sicurezza e ristoro?”. (ANSA).

Archivi