Sicuri che non c’entra anche il giro di prostituzione nel Cassinate?

Nel Molise operazione del ROS e della dda sulla prostituzione proveniente dall’Est Europa: scoperte “attinenze criminali” con l’Abruzzo e le Marche. Nessuna attinenza con la prostituzione e alcuni strani locali del Cassinate?

fonte Il Tempo 29.06.2010

Operazione «Shanti»: domani gli interrogatori. Saranno ascoltate le persone in carcere nel capoluogo. Gli sviluppi

Saranno interrogate nella mattinata di domani le sette persone rinchiuse in carcere a Campobasso (tra cui alcuni personaggi molto noti  nel capoluogo) arrestate nell’ambito dell’operazione «Shanti» portata a termine dai militari del Ros nelle scorse ore insieme ai carabinieri di diverse stazioni, sia in Molise che in altre regioni. La retata» ha fatto scattare 16 ordinanze di custodia cautelare.

I capi d’accusa sono: associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 5 degli indagati, di nazionalità diversa da quella italiana, sono stati colpiti da un mandato di arresto europeo eseguito dalle polizie di Polonia e Romania, che avevano avviato indagini in stretto collegamento con il procedimento italiano. L’operazione dei Carabinieri ha smantellato una struttura transnazionale, costituita da italiani, polacchi e rumeni, specializzatasi nello sfruttamento di giovani donne polacche e rumene in locali notturni italiani, dopo averle indotte a raggiungere l’Italia con la promessa di un lavoro regolare. Nella stessa operazione sono stati sequestrati e sigillati due locali notturni ed una rete di appartamenti acquistati dall’organizzazione con i proventi della tratta. É la prima volta che in Molise emerge una situazione di tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù. «L’operazione – ha detto Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio a Roma – apre per la prima volta in Molise ad una situazione del tutto impensabile fino a qualche anno fa» Forse la criminalità organizzata cerca nuovi territori per operare in maniera più tranquilla». «Analoghe operazioni – ha detto Gian Paolo Ganzer, comandante del Ros dei carabinieri – sono state compiute nei pressi dell’Aquila, in Abruzzo e ad Ancona, nelle Marche. Quindi possiamo dire che si tratta di un fenomeno diffuso e che interessa in modo continuativo tutta la costa adriatica».

Nel corso delle indagini, per la cronaca, grazie alla collaborazione delle autorità polacche sono state ascoltate diverse ragazze in Polonia che hanno deciso di collaborare con gli inquirenti. Le donne dopo essere state portate in Italia con l’inganno venivano poi ricattate e costrette alla prostituzione. Spesso venivano costrette ad atti di violenza ed erano segregate in appartamenti presi in affitto dalla stessa organizzazione. Al termine dell’operazione, oltre ai locali, sono stati sequestrati anche altri beni e autovetture per un valore di un milione e cinquecentomila euro. «A tutte le donne – ha detto il procuratore Grasso – che subiscono questi reati vogliamo dire che si può uscire. A loro verrà offerta tutto l’aiuto e la protezione possibile».

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