Sicurezza, Maroni: vogliamo le ronde. Inchiesta aperta a Milano per apologia di fascismo

La Lega vuole le ronde, e non chiacchiere. Lo ha ribadito oggi a gran voce il ministro dell’Interno Roberto Maroni, mentre la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulle cosiddette “ronde nere”, un gruppo di volontari presentato ieri nel capoluogo meneghino dal nuovo Msi.

“Le chiamano ronde. Ebbene sì, vogliamo le ronde”, ha detto Maroni dal palco di Pontida davanti al popolo leghista e alle telecamere.

“Noi guardiamo alla sostanza, non alle chiacchiere”, ha aggiunto il titolare del Viminale. “Ci hanno accusato di voler far tornare le camicie nere, ma noi vogliamo consentire ai cittadini di partecipare”.

Dopo la presentazione, ieri a Milano, della Guardia nazionale italiana, un gruppo di volontari – per lo più ex membri delle forze dell’ordine – che chiede di partecipare alle ronde e legato al Msi, la Procura milanese ha aperto un’inchiesta sulle “ronde nere”, come riferiscono fonti giudiziarie.

Per il momento non ci sono né indagati né ipotesi di reato.

Nei prossimi giorni, dicono le fonti, il procuratore aggiunto Armando Spataro potrebbe formalizzare nei confronti del gruppo l’accusa di apologia del fascismo e ricostituzione del partito fascista.

Intanto oggi si è fatto sentire Gaetano Saya, presidente nazionale del Msi: “Non siamo né nazisti né fascisti. Noi siamo nazionalisti italiani e patrioti”, ha detto al telefono a Sky.

“Stiamo cambiando in queste ore l’uniforme: avremo un pantalone bianco e una camicia rossa, come Garibaldini. Cosa ci diranno, che abbiamo la camicia rossa e siamo comunisti?”, ha proseguito Saya.

Il controverso ddl sicurezza che prevede tra le altre cose le ronde anti-criminalità dev’essere votato al Senato.

(Tratto da Reuters Italia)

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