Sicurezza a rischio

Naturalmente aspetto di leggere il testo del decreto legislativo di sicurezza sul lavoro varato questa mattina dal Consiglio dei Ministri, ma certamente le premesse politiche che hanno portato all’emanazione di questo provvedimento non possono che destare grandi preoccupazioni. Innanzitutto perché si va a modificare in profondità un testo già esistente che l’attuale maggioranza in questi mesi non ha applicato in parti significative. Penso in particolare alla sicurezza per i lavoratori dei cantieri navali e alle previsioni di una diminuzione per il 2009 dei controlli nei luoghi di lavoro.

Alcune prime indicazioni, poi, mostrano punti critici in particolare sulla diminuzione delle sanzioni, sul rischio che venga indebolita la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e su forme di semplificazione che indeboliscono il processo di valutazione dei rischi. A questo si aggiunge una recente circolare dell’Inps che in maniera molto ambigua invita gli ispettori a non intralciare il lavoro delle imprese.

Desta, tra l’altro, molta preoccupazione un eccessivo ricorso al sistema della bilateralità sulla sicurezza, uno strumento utile per la formazione, ma che rischia di estromettere gli organi di Stato competenti nell’accertamento delle violazioni. Vedremo le parti che riguardano l’impianto sanzionatorio. Se saranno attenuate saremo in presenza di un pessimo segnale del governo verso il sistema delle imprese.

Sarebbe bene che sul tema della sicurezza sul lavoro, che nel nostro Paese raggiunge livelli drammatici con una media di quattro lavoratori morti ogni giorno nei luoghi di lavoro e le decine di migliaia che riportano danni permanenti o momentanei, il governo accetti un confronto vero nelle sedi parlamentari ed ascolti le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali.
Paolo Nerozzi – senatore Pd, vicepresidente della commissione infortuni sul lavoro

(Tratto da www.aprileonline.info)

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