Sicuramente Napoli é una delle più incantevoli città del mondo ma per merito della natura soprattutto e non degli uomini,quelli che hanno comandato e comandano ,ovviamente,e non la gente comune che é solo vittima.Guardate che roba:

      QUANDO NOI DICIAMO CHE LA “BELLEZZA” DI  UNA CITTA’ SI VEDE DALLE COSE CHE NON SI VEDONO E NON DA QUELLE CHE SI VEDONO,MA CI SONO SEMPRE COLORO CHE  GUARDANO SE IL RETTIFILO E’ SPORCO  O E’ PULITO,COME VIA CARACCIOLO O LA VILLA COMUNALE,CERCANDO DI VENDERE PATATE PER CETRIOLI AGLI ALLOCCHI.

POI,ANDANDO A VEDERE “DIETRO” A QUESTA …….”BELLEZZA ” GUARDATE CHE  SI TROVA: STRADE,CASE POPOLARI IN MANO ALLA CAMORRA.

CAMORRA DOVUNQUE. CHIAMATELA “BELLEZZA “!!!!!!!…………………….

NON PARLIAMO,POI,DEL LAVORO CHE NON C’E’ ,CHE SI AMMAZZA DAVANTI ALLA GENTE ED IN PIENO GIORNO E TUTTO IL RESTO……………

NON BISOGNA MAI MITIZZARE NESSUNO PERCHE’ LE PERSONE VANNO TUTTE GIUDICATE DA QUELLO CHE HANNO FATTO O NON HANNO FATTO  A VANTAGGIO DELLA COLLETTIVITA’.

 

 

 

1)

Il Mattino, Giovedì 15 Giugno 2017

Napoli, strade in mano ai clan: affare da due milioni al mese

di Paolo Barbuto

Secondo una stima realizzata dal nostro giornale con il contributo delle forze dell’ordine, il mercato del parcheggio abusivo vale almeno due milioni di euro al mese. Ma si tratta di una stima fortemente al ribasso perché è impossibile avere un quadro puntuale di un mercato in continua fluttuazione dei prezzi.

E sapete chi intasca i proventi milionari del parcheggio abusivo? La camorra ovviamente, che non si lascia sfuggire occasioni redditizie come queste. Anche perché si tratta di fiumi di denaro contante che possono essere utilizzati senza problemi e per le più svariate necessità malavitose.

Sapete tutti, inutile fingersi sconvolti, che ogni quartiere della città, anzi ogni porzione di quartiere, è sotto il controllo di un clan camorristico: ovviamente quel clan gestisce anche il fronte del parcheggio abusivo, con modalità differenti ma con un obiettivo unico, quello di intascare il denaro degli automobilisti sottoposti a taglieggiamento. Negli uffici del comando della polizia municipale a via De Giaxa è custodita una pianta della città di Napoli sulla quale è segnata, con metodica precisione, la presenza di parcheggiatori abusivi in ogni strada della città. Il lavoro è il compendio di anni di interventi: prima dell’avvento della legge Minniti, i parcheggiatori (in mancanza di denuncia diretta da parte di un automobilista) potevano essere semplicemente identificati e multati. Le multe da oltre settecento euro a testa non le ha mai pagate nessun parcheggiatore. E poi, cinque minuti dopo il controllo dei vigili, ogni abusivo tornava al suo posto: ecco perché i vigili sanno con precisione quali sono, e dove sono, i veri padroni di ogni strada di Napoli. Li hanno fermati mille volte, e ogni volta loro sono rimasti lì…

Qualche tempo fa, abbiamo estrapolato i dati del territorio di Chiaia: in questa porzione di città sono censiti 98 parcheggiatori stanziali ai quali si affiancano altre venticinque persone nei week end e nelle altre giornate di maggior afflusso. In una giornata media infrasettimanale il guadagno per ogni singolo abusivo è stato stimato in circa 85 euro, ma nei giorni di festa la cifra generalmente si raddoppia e arriva, nel peggiore dei casi, a 170 euro a testa. Il conto è presto fatto: in un solo mese il territorio di Chiaia produce come minimo 300mila euro. Soldi «puliti» che finiscono direttamente alla camorra.

 

 

 

2)

Napoli, case popolari in mano alla camorra: circa 100 casi scoperti dall’inchiesta della Dda

Martedì 13 giugno 2017 

La Dda di Napoli ha aperto ufficialmente un fascicolo d’inchiesta sulle case del comune diventate in questi anni di “proprietà” del clan della camorra del rione Traiano gestiscono gli affari legati allo spaccio di so- stanze stupefacenti: Petrone, Puccinelli, Sorianiello, Vigilia, Ivone, Equabile, Pisa, Legnante e Cutolo ovvero tutte le famiglie malavitose che gestiscono il traffico di droga nel popoloso quartiere a ridosso di Fuorigrotta. Grazie a una serie continua di blitz e di controlli le forze dell’ordine hanno dato una spallata importante ai clan negli ultimi mesi con oltre cento arresti. Ma tutto ciò non è bastato perché ci sono i “nuovi” che vanno subito ad occupare gli spazi lasciati e gli scantinati trasformati in veri e propri bunker blindati. La scorsa settimana la Procura di Napoli ha ordinato ai carabinieri e alla polizia Municipale l’accesso agli elenchi in possesso dell’ufficio Patrimonio di Palazzo San Giacomo. L’obiettivo è quello di arrivare ad individuare i nomi degli affittuari di quegli edifici e confrontarli con chi attualmente abita nelle case e lo fa abusivamente. Dai primi accertamenti i casi di affitti o meglio di “appropriazione abusiva” delle case  è di circa 100 persone di cui molti appartenenti alle famiglie malavitose. Perchè il fenomeno non riguarda solo il Rione Traiano ma anche i confinante Pianura e Soccavo e si estende a Scampia, Secondigliano, Ponticelli, rione De Gasperi, I casi di cronaca degli ultimi mesi come quello di Pianura in cui il noto affiliato al clan Pesce, Fracesco Ceci, arrestato nel maxi blitz c di due mesi fa, aveva venduto con altri complici per 17mila euro una casa popolare di una donna morta a una famiglia della zona. Parlava al telefono Ceci senza sapere di essere intercettato e vantandosi col proprio interlocutore, sostieneva di essere il “proprietario” di tutta la zona del “Cannavino”, pronunciando direttamente il proprio cognome (“è tutto mio … Cannavino, tutte le case, Ceci il costruttore … le piante, i marciapiedi, sui tombini … c’è scritto Ceci”). Francesco Ceci non era solo uno dei gestori delle piazze di spaccio più importanti di Pianura del clan Pesce-Marfella ma era anche colui che per conto della cosca gestiva l’affare delle case popolari di via Cannavino di proprietà del comune di Napoli e ma che nella realtà erano nella disponibilità economica del clan e rappresentano uno degli introiti della famiglia malavitosa che controlla tutti gli affari illeciti del quartiere. Oppure il caso di due settimane fa a Scampia dove la figlia del  defunto boss Fulvio Montanino si era impossessata della casa del vicino che si momentaneamente allontanato. I casi sono veramente tanti e l’elenco nella mani della Dda è lunghissimo.

fonte:https://www.cronachedellacampania.it

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