Sicilia, testimoni di giustizia: Crocetta incontra viceministro Bubbico

Questa mattina il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha ricevuto a Palazzo d’Orleans il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, accompagnato dal Prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi temi, tra i quali quello relativo all’applicazione delle leggi per i testimoni di giustizia. Molto proficui i risultati, il viceministro ha espresso parole di apprezzamento nei confronti della legge, che intende proporre anche alle altre regioni italiane. Per quanto riguarda l’attuazione della legge, nei prossimi giorni si svolgerà presso il Ministero dell’Interno un incontro per pervenire a un protocollo di intesa tra Ministero e Regione, finalizzato ad accelerare l’assunzione da parte della Regione dei testimoni.

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A noi,invece,sorge il sospetto che qui si stia giocando una partita complessa e delicata che mette in discussione i rapporti fra magistratura antimafia e potere politico.Questo sospetto ci nascedalla constatazione del modo come le autorità governative,o almeno una parte di queste,stanno trattando il problema “Testimoni e Collaboratori di Giustizia”,i quali,malgrado le loro diversità,si trovano come non mai nella stessa barca per alcuni versi in quanto il trattamento  riservato ad entrambi é lo stesso.Un trattamento che lascia alquanto perplessi in quanto non é proprio,a nostro avviso, quello che SI DEVE riservare a chi,appunto Testimoni e soprattutto Collaboratori (quelli sinceri ovviamente) che si schierano dalla parte della Giustizia e dello Stato di Diritto contro le mafie.Sta serpeggiando  un diffuso  malcontento che potrebbe  determinare un rifiuto a confermare nei processi in corso le accuse formulate e ciò rappresenterebbe un danno gravissimo sul piano dell’impianto accusatorio.Ci rifiutiamo di credere che  comportamenti del genere siano imputabili ad un disegno sottile di indebolimento della Giustizia in generale e di quella che riguarda la lotta alle mafie in particolare perché in tal caso i primi a venire colpitesarebbero proprio quelle parti vive della Magistratura che sono impegnate nelle Procure piu’ avanzate – Palermo,Napoli ecc- nella  lotta alla criminalità mafiosa. E’ ,questo,un sospetto che sottoponiamo al giudizio dei Magistrati più esposti perché anche essi comincino a riflettere su quanto sta succedendo e sugli eventuali,ove ritenessero valide le nostre supposizioni,comportamenti ed azioni da assumere e svolgere.

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