Siamo proprio ridotti male

Le Idi d’autunno

Mentre sui giornali internazionali impazzano gli articoli, tutt’altro che lusinghieri, sul premier italiano e le sue feste (“Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo è che lui resti ancora al potere”, scrive il Times di Londra), Berlusconi trasforma l’incontro bilaterale Italia – Spagna (di fronte ad uno Zapatero alquanto imbarazzato) in un “one man show”: descrive il nostro paese come “la terra dei Casanova, dei famosi playboy”; torna a scagliarsi contro la stampa italiana e straniera; minaccia indirettamente una denuncia contro Patrizia D’Addario; e si autoincensa: “Io il miglior premier in 150 anni di storia”

“Qua c’è la marina che potrà essere piena di belle barche, lì sorgerà un grande centro commerciale, qui ci saranno vari alberghi e un’altra marina…”. L’incontro tra Silvio Berlusconi e José Luis Zapatero oggi a La Maddalena doveva/poteva essere l’occasione per i due capi di governo di fare il punto sulla situazione economica, infrastrutture, energia, innovazione ed Europa. Non foss’altro perché proprio la Spagna, a partire dal prossimo primo gennaio, avrà la presidenza di turno dell’Unione Europea. Ma nulla di tutto questo è stato detto nella conferenza stampa. Insomma, chi voleva avere lumi su come i due paesi intendano uscire dalla crisi economica che li attanaglia è rimasto a bocca asciutta.
Tra tavole imbandite e le meraviglie dell’arcipelago, la bilaterale italo-spagnola si è trasformata in un “one man show” lasciando il leader iberico a corto di parole, con lo sguardo fisso sul premier italiano “sempre pronto alle battute di spirito”.

Prima dell’inizio del summit il presidente del Consiglio mostra a Josè Luis Zapatero un plastico sulle nuove strutture costruire in occasione del G8 poi trasferito a L’Aquila che rilanceranno il turismo e lo sviluppo economico dell’isola. Porta il suo collega a fare un vero e proprio tour nell’ex arsenale della Marina Militare, sponsorizza il paesaggio dell’arcipelago, fa da cicerone a Zapatero nella sala congressi, quella riunioni e tutte le altre strutture appena costruite. Poi, dopo aver passato in rassegna il picchetto d’onore sulle note degli inni nazionali, Berlusconi presenta la folta delegazione dei ministri italiani: ci sono il responsabile del Viminale Roberto Maroni, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, dell’Economia Giulio Tremonti, delle Infrastrutrure Altero Matteoli, dello Sviluppo economico Claudio Scajola, delle politiche Ue Andrea Ronchi e il responsabile della Farnesina Franco Frattini.
Il clichè del Cavaliere è sempre lo stesso: quello della politica “del cu-cu”, fatta di battute, gag, alzatine di gomito e frasi a doppio senso. Così, già ad inizio mattinata, spolvera la giacca del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto con un salviettino di carta, poi rimprovera Tremonti perché è l’unico che non indossa l’abito scuro ma uno “spezzato”, arriva ad invitare lo stesso primo ministro spagnolo a stringersi il nodo della cravatta un po’ allentato.

Il buon giorno si vede dal mattino, e quindi quello che poi è seguito non sorprende nessuno. Lo stesso giorno in cui numerosi quotidiani stranieri tornano ad (pre)occuparsi, con toni tutt’altro che lusinghieri, del premier italiano, lui esclude qualsiasi ipotesi di dimissioni, si autodefinisce “il miglior capo di governo che l’Italia abbia mai avuto”, minaccia neppure velatamente la signora D’Addario (“se la denuncio rischia 18 anni di galera”) e torna ad attaccare la carta stampata (“che scrive menzogne” , “El Pais va verso il fallimento”).

Il premier si autoincensa: “Sono il miglior presidente del Consiglio della storia italiana”.
Ben presto, la conferenza stampa si trasforma in un duello tra Berlusconi e Miguel Mora, corrispondente da Roma di El Pais. Mora ‘spara’ una raffica di ‘preguntas’ che non indugiano troppo sui sinonimi. “Veline.. escort… prostituzione…dimissioni”: almeno tre delle famose dieci domande di Repubblica. Gli chiede del “giro di prostituzione, di veline” che è notizia sui giornali di tutto il mondo. Il premier ribatte: “E’ invidioso, eh?”. “Certo” dice Mora, con un sorriso. “Ma non crede che questa vicenda stia danneggiando l’immagine dell’Italia?…”, aggiunge intanto. E’ il turno del premier: “Guardi che molte turiste straniere hanno prenotato per le vacanze del prossimo anno…”.
Il giornalista di El Pais non demorde: “Non crede che questa vicenda stia rovinando i rapporti con la Chiesa e con i suoi alleati… Lei non ha pensato alle dimissioni?”. E’ la domanda finale. Zapatero, rosso in viso, guarda fisso il leggio. Berlusconi prende fiato: “Vedo che lei legge solo l’Unità e la Repubblica. Complimenti”, dice a Mora. Quindi accusa la stampa, “da incubo”, di calunniarlo. Spiega di essere lui vittima di “una persona che ha creato uno scandalo artatamente” (non la nomina, ma il riferimento a patrizia D’Addario è fuor di discussione) e di “non aver mai versato una lira per una prestazione sessuale”. Nega gli scontri con la Chiesa, e quanto alle dimissioni, come potrebbe darle “lui che è il migliore presidente del Consiglio della storia italiana?”.

L‘Italia secondo Berlusconi. “L’Italia è la patria dei Casanova, dei grandi amatori, del famosi playboy… come avete potuto pensare che il presidente del Consiglio possa dire una cosa del genere sulla presenza delle donne nel vostro governo? La mia è stata soltanto una battuta ironica”. Silvio Berlusconi torna a precisare il significato di alcune sua dichiarazioni del 15 aprile scorso quando disse che “c’era troppo rosa nel governo Zapatero”, suscitando molte polemiche. Un nuovo spunto per accusare la stampa: “In Italia sono stranoto per esser ammiratore dell’altra metà del cielo, il regalo più bello che Dio ci ha dato ..”. Non ha finito: c’è un’ultima banderilla da piazzare. “Non bisogna essere faziosi- dice rivolto a Mora- perché significa un calo della credibilità, di lettori, di copie e di pubblicità. Così si va al fallimento. E El Pais ne sa qualcosa…”.
Sembra un avvertimento, ma forse non lo è. A quel punto l’atmosfera non è propriamente cordiale. Tanto che Berlusconi deve chiedere venia a Zapatero per essersi dilungato troppo. “Scusa, ma è un tuo giornalista…”.

Berlusconi visto dalla stampa estera. Il premier è come Nerone, suona la cedra (nel suo caso la grancassa) mentre tutto, attorno a lui, crolla. Il riferimento è immediato leggendo il titolo dell’editoriale che il Times di londra dedica al presidente del consiglio italiano: “Roma brucia”. E, nel pezzo, si legge: “Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere”. Tre cose rendono Berlusconi “vulnerabile”, scrive il Times. La prima è “il danno che egli ha causato all’immagine dell’Italia all’estero”. La seconda è “la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene, nascondono una rabbia cocente per l’incapacità del suo mondo virtuale di proteggerlo”. La terza è un “non detto timore di ricatti”.
Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto, osserva l’editoriale, sembrano essere straniere. “Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda? Non è una preoccupazione solo per Roma. L’Italia è un importante partner occidentale nella Nato, dai Balcani all’Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti gli amici del suo Paese”.
Oltre all’editoriale, il Times dedica un’altra pagina intera al caso Berlusconi, con due articoli, nei quali osserva che le rivelazioni sulle deposizioni di Gianpaolo Tarantini a proposito delle “30 donne fornite a Berlusconi per i suoi party aumentano la pressione sul premier”, la cui bonomia e i cui sorrisi “appaiono sempre meno convincenti, perché i problemi si accumulano, distraendolo in un momento in cui l’Italia ha bisogno di una mano ferma” che guidi l’economia.

Ma i titoli e gli articoli si inseguono su molti altri quotidiani: “Altre cinque donne pagate da Berlusconi”, titola il Daily Telegraph, notando che gli ultimi sviluppo “aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati” a causa dei suoi conflitti con i media, la Chiesa, gli alleati interni. Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da Berlusconi siano straniere potrebbe avere “compromesso la sicurezza nazionale, come afferma l’opposizione”. E il Daily Mail titola su “Silvio e la sua galleria di ragazze da party”, pubblicando una serie di foto delle donne coinvolte nello scandalo.
“Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere”, titola il Figaro in Francia, Le Monde parla di una “strategia della tensione” lanciata da Berlusconi contro i suoi avversari, che però “potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi”. In Spagna, il Mundo titola: “Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi”. La Voz de Galicia scrive che Tarantini ha organizzato “fiesta con 30 chicas” per Berlusconi. El Pais titola: “Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute”, ricordando, in un altro servizio, che proprio in questo momento di crisi personale e di scandali il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale “ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente”, ma l’incontro era stabilito da tempo.
In Irlanda, un altro paese fortemente cattolico che segue con grande attenzione l’evolversi della Berlusconi story, l’Irish Times la definisce “una soap opera” in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena e l’Irish Independent titola sulle “esplosive rivelazioni” riguardo a “trenta call girls” che “andavano ai party di Berlusconi”.
“Il fattaccio” arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla “string of hookers”, la collana di prostitute, del premier; e in Argentina, dove il Clarin titola senza mezzi termini: “30 prostitute a 18 feste per ‘el capo’”.

Monica Maro
(Tratto da www.aprileonline.info)

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