Siamo ormai nel precipizio e la maggior parte della gente non vuole rendersene conto

Niente finisce nel niente.

Le macerie morali e materiali provocate da questo regime in piena dissoluzione, macerie di cui nessuno allo stato può definirne la portata, peseranno per decenni, se non per secoli, sui destini di questo Paese frantumato e guasto.

Un sistema che ha esaltato gli istinti individuali più bassi e beceri, che ha distrutto il senso della convivenza, dello Stato unitario, della comunità.

Che ha indotto all’esaltazione dell’io, della ricchezza materiale e personale da procurarsi con l’artefizio ed il malaffare, che ha invitato la gente a non pagare le tasse e l’abbonamento alla TV, che ha distrutto la Giustizia uguale per tutti e che ha accredito una nuova visione della giustizia piegata agli interessi della casta e della persona del potente, del capo, che ha ridotto la donna a strumento di piacere, a merce da acquistare, che le ha tolto la dignità, che ha consentito una legittimazione delle mafie, quelle vere, quelle alte, quelle in giacca e cravatta che siedono nelle centrali del potere, al parlamento, al governo del Paese, impedendo lo scioglimento di amministrazioni pubbliche colluse con la criminalità organizzata, come Fondi e tante altre, o l’arresto dei Cosentino e quanti altri e l’assunzione al rango di Ministro di soggetti coinvolti, come Romano, in inchieste di mafia, che ha imbrogliato gli italiani vantandosi di aver svolto una vasta azione repressiva contro le mafie colpendone solamente il livello basso, quello militare, e lasciando indenne quello alto e più pericoloso, che ha ridotto quasi all’impotenza forze dell’ordine e magistratura privandole di risorse, mezzi e leggi. Che ha portato il Paese, con la soppressione di reati come quello del “falso in bilancio”, ad essere il Paese dell’economia in larga parte illegale.

Un regime che sta finendo nell’ignominia e che ha trascinato il Paese nell’ignominia.

Senza, purtroppo, un sussulto di reazione, di orgoglio e di dignità da parte di masse osannanti e servili non pensose nemmeno dell’avvenire dei propri figli e nipoti.

Una barzelletta raccontataci per telefono or ora, mentre stendiamo questa nota, da un noto giornalista d’assalto nazionale:

“Un maggiordomo di un principe inglese, a Londra, avverte il suo padrone: ”Principe, il livello del Tamigi sta salendo rapidamente; dobbiamo evacuare”

. Il principe non si scompone e non si muove.

Il maggiordomo, dopo alcuni minuti, ritorna, allarmato, dal principe e lo informa che il livello del fiume è arrivato quasi all’altezza dell’ingresso del palazzo ed ancora il principe non risponde e non si muove.

Subito dopo, il maggiordomo bussa alla porta del principe e, aprendola, dice al principe: ”Principe, le presento il Tamigi “, che ormai aveva invaso il palazzo”.

Siamo ormai nel precipizio e la maggior parte della gente non vuole rendersene conto.

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