Si vuole cominciare a fare seriamente in provincia di Latina la lotta alle mafie?

Fra i tanti soloni politici che in questi tempi si stanno avventurando nei vari comuni del Lazio e della provincia di Latina nel difficile discorso sulla presenza delle mafie sui nostri territori non ne abbiamo trovato uno solo che abbia affrontato con precisione di linguaggio e ricchezza di dettagli specifici i temi sul tappeto.

Non uno solo.

Discorsi generici, narrazione di fatti datati, estranei, peraltro, alle nostre terre.

Non uno che abbia fatto il minimo cenno ai Rapporti della Direzione Nazionale Antimafia, della DIA e di quanti altri per quanto attiene alle situazioni locali.

Una sagra di chiacchiere inutili.

Qualche anno fa un amico autorevole, a Roma, parlandoci dei fatti di Fondi, ci disse “ A Fondi –e non solo –il problema dei problemi è rappresentato dalla… qualità delle indagini”.

Ieri sera, a Ceccano, in provincia di Frosinone, abbiamo ascoltato un’analisi, di cui, peraltro, conoscevamo i contorni, che avrebbe dovuto far rabbrividire quei soloni.

La Guardia di Finanza in provincia di Frosinone ha fatto in un anno 140 verifiche; in provincia di Latina solamente 3 (ripetiamo, 3).

Presumiamo che di queste 3 non una abbia riguardato Fondi.

Questo significa che a Fondi NON si è indagato sulle mafie, sulla “provenienza” dei capitali sospetti impiegati sul territorio.

Capitali “sospetti” e capitali già ripuliti, dopo aver già subito 3-4 passaggi e divenuti, quindi, legali.

Non capiamo, al riguardo, il motivo per il quale le indagini relative alle inchieste “Damasco” su Fondi siano state affidate al Comando Provinciale dei Carabinieri e non al ROS.

Con tutto il rispetto verso ufficiali e sottufficiali del Comando Provinciale di Latina, noi riteniamo –e lo abbiamo detto in altre occasioni e lo ripeteremo sempre – che indagini così complesse e delicate richiedono una specializzazione ed un’esperienza che solo i Corpi speciali – ROS, DIA, GICO, SCO, Servizi ecc – hanno.

Il che significa, ancora, che c’è ancora altro da scovare.

Altro che, francamente, non sappiamo, così stando le cose, CHI potrà e dovrà scoprire.

A Fondi non è che sia cambiato granché.

Si è volato basso, molto basso, sui piani bassi che tutti conoscevamo da decenni.

Restano, inesplorati, quelli alti.

Lo Stato, dopo il misterioso suicidio dell’Ex Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza, Capitano Fedele Conti, avrebbe dovuto scavare più a fondo per capire le ragioni vere di quell’evento doloroso.

Anche in quel caso sarebbe stato necessario l’intervento dei Corpi speciali, da Roma.

C’è qualcosa che ci sfugge quando notiamo un senso di fastidio, se non di ostilità, quando facciamo riferimento a quel fatto doloroso.

Non si vuole che se ne parli.

Perché???

Abbiamo parlato di un tentativo in atto di cloroformizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

L’altra sera a Fondi è apparso scandalosamente in evidenza durante la manifestazione alla quale abbiamo partecipato, invitati ma durante la quale non siamo stati chiamati ad intervenire, specialmente dopo l’intervento del Sindaco di Monte San Biagio che avrebbe meritato una dura replica.

Noi non nutriamo molta simpatia per i convegni e cose del genere.

Preferiamo fare le cose che sappiamo e vogliamo fare per esercitare dell’antimafia seria e non parolaia: indagare, scavare e trasmettere a chi di dovere. Al centro.

Siamo andati e siamo usciti più convinti di prima che queste cose non servono a niente.

I problemi a Fondi – e anche altrove –restano quelli di cui noi parliamo da sempre.

E’ necessario ed urgente un apparato investigativo diverso, con gente nuova, esperta, ”tosta” come si dice in gergo, che sappia e voglia fare il proprio mestiere.

Questo per quanto attiene all’impianto dello Stato.

Per quanto, invece, riguarda coloro che vogliono fare antimafia vera, debbono smetterla con la retorica, i gesti plateali, le chiacchiere e così via.

Bisogna aiutare magistratura e forze dell’ordine.

Non si può continuare a lasciarle sole, caricando tutto il peso sulle loro spalle, stando a guardare ed aspettare da loro la soluzione dei problemi quando ad essere malata, corrotta e mafiosa è la politica.

Una parte consistente della politica, fatta ovviamente qualche eccezione.

Ma solo “qualche”!

Ass. A. Caponnetto

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