Si vota anche a Fondi, Comune accerchiato dalla mafia

Una situazione molto difficile, in cui si tenta di aprire un varco.

Ha scelto un luogo davvero singolare Paolo Cocuroccia – candidato al consiglio regionale del Lazio in Sinistra ecologia e libertà, e rappresentante italiano del Partito Pirata – per chiudere la sua campagna elettorale: il campo rom di via Salvati, a Roma, al Collatino. Un luogo dei più emarginati della città, dove nessun candidato ha messo piede in questi mesi di fuoco.

Cos’è il trashware

Con la macchina piena di vecchi computer e accompagnato dal suo comitato elettorale quest’oggi il ventinovenne ha presentato nel bar del campo nomadi un corso di trashware: ossia di rivitalizzazione dei vecchi computer attraverso i software open-source. “Al giorno d’oggi è difficile lavorare senza saper utilizzare il computer, figuriamoci poi se sei di etnia rom – ha spiegato Cocuroccia – per questo intendo render più facile la vita di questi ragazzi insegnando loro a rigenerare i vecchi pc, e ad utilizzarli”.

La presentazione? In un bar-baracca

E la risposta dei giovani abitanti del campo è stata più che positiva. In molti si sono assiepati nel bar del campo, per seguire la sua introduzione al corso. Nonostante altre persone, più adulte, continuassero a giocare a carte impassibili.

Domenica scorsa a Fondi

D’altra parte non è la prima volta che Paolo Cocuroccia raggiunge luoghi insoliti nella sua campagna elettorale. Domenica scorsa – nonostante sia candidato solo nella provincia di Roma – il “pirata” è stato a Fondi (Lt) per un’iniziativa organizzata assieme alla locale sezione di Sel, e al candidato consigliere al Comune Davide Sfragano: nella città balzata su tutte le cronache nazionali per le infiltrazioni mafiose nel Comune Cocuroccia ha permesso a moltissime persone di scaricare gratuitamente programmi, film e musica a chiunque lo volesse.

Sfragano: “La mafia si vince anche con la cultura”

“Quello mafioso è anche un problema culturale – ha spiegato Sfragano – per questo ho invitato Paolo a venire in un territorio così difficile a liberare i saperi. La mafia, infatti, si sconfigge anche con la cultura”. Nonostante l’iniziativa sia stata apprezzata dai più, non sono mancate le intimidazioni e le minacce. “La cosa non ci ha sorpreso, l’avevamo preventivato che potesse accadere – ha proseguito Sfragano – Noi, però, non ci lasciamo intimidire e proseguiamo ancor più convinti nelle nostre battaglie. All’illegalità rispondiamo con la nostra legalità”.
“Noi liberiamo i saperi – ha concluso Cocuroccia – nella rete, nelle città assediate dalla malavita, e anche nei campi rom”.
(Tratto da Il Salavagente)

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