Si sono già spenti i riflettori sull’operazione nel Basso Lazio contro camorra e ‘ndrangheta

C’è chi non ha speso nemmeno un rigo e ciò è significativo.

C’è chi ne ha parlato solamente per un paio di giorni e tutto è ripiombato nel silenzio.

Sull’operazione che ha portato al sequestro di beni per oltre 100 milioni di euro nel Lazio ai Casalesi i riflettori si sono spenti.

A continuare a parlarne sono rimasti in pochi.

Pochissimi.

Si possono contare sulle dita di una mano.

A leggere rigo per rigo le informative della Polizia di Stato di Formia nell’inchiesta “Formia Connection” si può trovare lo spunto per qualche riflessione interessante sul “perché” di certi silenzi.

I silenzi.

Silenzi determinati da cosa?

Silenzi che si alternano ad attacchi a chi, come noi, vuole a tutti i costi parlare dell’occupazione mafiosa del sud pontino.

E di chi l’ha favorita e favorisce.

Una pagina tutta ancora da scrivere.

Noi non vogliamo assolutamente assolvere le persone oggetto di interessamento da parte della magistratura e delle forze dell’ordine.

Ma insistiamo nel sostenere la necessità di non limitarsi a guardare solo quelle perché intorno ad esse ed al loro mondo c’è tutto un tessuto limaccioso che va scandagliato per individuare quegli… “insospettabili” di cui molti parlano ma che non vengono mai presi.

Altrimenti si rischia di tagliare un tentacolo per farne nascere altre cento.

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